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Meteo Genova, nel fine settimana arriva il ciclone Golia

«Al momento è senza dubbio la giornata di sabato a creare il maggior numero di grattacapi allo staff previsionale. La convivenza di particolari ingredienti endogeni fa tornare alla mente alcuni gravi momenti vissuti pochi mesi addietro». Così Limet

Domani la protezione civile regionale potrebbe decidere di disporre l'allerta meteo per sabato. Dopo le varie previsioni, che concordano sul segnalare l'arrivo di una forte perturbazione sulla nostra regione, ieri pomeriggio il Centro Meteo di Protezione Civile della Regione Liguria ha confermato che nel prossimo fine settimana è atteso un peggioramento delle condizioni meteo.

Ieri a destare particolare preoccupazione erano state le previsioni di Achille Pennellatore, del centro meteo Portosole di Sanremo. Facendo sempre riferimento all'esperto metereologo, la sua previsione per venerdì indica una giornata poco nuvolosa, solo a tratti nuvolosa con possibilità di qualche precipitazione più tardi in arrivo da Ovest. Limite pioggia/neve fra 1.200 e 1.400 metri.

Sabato e domenica tempo perturbato. Vento intorno Est, ma potrà spaziare in un settore fra NE e SE, 10/20 nodi con rinforzi temporanei a 25/35 nodi. Mare mosso o molto mosso, agitato più a ponente del Golfo. Molto nuvoloso o coperto con piogge, dapprima intermittenti e sparse, poi estese e in intensificazione fra il pomeriggio e la serata di sabato, nuovamente intermittenti e a tratti a carattere di rovescio domenica. Abbassamento della quota neve a 1.000/1.200 metri su Alpi Marittime, più in basso sull'Appennino, cioè a levante di Capo Mele. Ulteriore abbassamento a 800/1.000 metri domenica, anche fra 400 e 600 metri sull'Appennino. Visibilità generalmente scarsa, buona temporaneamente nelle pause di precipitazione. Temperature in calo, le minime fra 4° e 7° sulla costa, le massime fra 7° e 11°, sempre sulla costa.

Il bollettino odierno di Arpal arriva fino a sabato 27 febbraio 2016, quando sono previste precipitazioni in progressiva intensificazione. Locali rovesci o temporali moderati in mattinata; nel pomeriggio precipitazioni moderate con quantitativi fino ad elevati. Probabili fenomeni temporaleschi anche forti. Quota neve in calo, localmente fino a 300/400 metri su valli Bormida e Stura, con possibili nevicate anche moderate sui rilievi. Venti forti con locali raffiche di burrasca, in prevalenza da Sud Est a Levante, Nord a Ponente. Moto ondoso in aumento con mare fino a localmente agitato, in particolare su imperiese e spezzino.

Anche il Buongiorno Liguria del centro meteo ligure Limet si sofferma sull'analisi della prossima perturbazione in arrivo. «Nel fine settimana l'irruzione sul tiepido bacino del Mediterraneo di un'estesa massa d'aria di estrazione polare-oceanica cagionerà la genesi e l'approfondimento di un profondo vortice di bassa pressione in prossimità della catena pirenaica nella giornata di sabato, in graduale e successivo sprofondamento verso l'arcipelago delle Baleari e il basso Tirreno in quella di domenica, contestualmente alla celere risalita di un secondo occhio “satellite” (depressione “ad occhiale”) dalle regioni libico-tunisine fin verso la terra di Sardegna».

«Al momento - scrive Limet - è senza dubbio la giornata di sabato a creare il maggior numero di grattacapi allo staff previsionale, se non altro per le oggettive difficoltà che impronte sinottiche di questo tipo impongono sul piano previsionale; seppur in un momento dell’'nno obiettivamente poco propenso all'instaurazione di pericolosi conflitti eolici in seno al Golfo Ligure, non nascondiamo come la convivenza di particolari ingredienti endogeni e non, tra i quali una superficie marina eccezionalmente mite per il periodo, specchio della abnorme anomalia termo-barica radicatasi sui comparti in questione in mesi e mesi di dominio altopressorio, un pescaggio umido-sciroccale apprezzabilmente profondo (si parla addirittura degli stati dell'Africa settentrionale), un strutturata ansa anticiclonica a prevalente carattere orografico in pianura padana, a suggerire una coriacea ingerenza settentrionale (Tramontana scura) lungo i bassi strati atmosferici, e la presenza di discreti valori di pressione sul Mediterraneo orientale, potenziale parziale impedimento alla fisiologica evoluzione verso est dell'impalcatura depressionaria, faccia tornare alla mente alcuni gravi momenti vissuti pochi mesi addietro».

«Un elemento che, almeno sui settori centro-occidentali, potrebbe in qualche modo remare contro la degenerazione verso situazioni di stress idro-geologico, è il quadro termico: la stagnazione e la conservazione di una capsula di aria fredda in corrispondenza del “cul de sac” cuneese garantirebbe la dominanza di precipitazioni solide fino a fondovalle sui bacini padani (val Bormida, valle dell’Erro, val d’Orba, valle Stura, valle Scrivia), fino a 500/700 metri di quota su quelli marittimi, compresi tra il savonese e il genovesato occidentale. Ciò permetterebbe una sensibile deflazione dei quantitativi pluviometrici riversabili sui principali alvei fluviali. Più critica, sotto questo punto di vista, la situazione sul levante regionale, ove il mite flusso meridionale non consentirebbe la formazione del fiocco al di sotto degli 800/1000 metri di altitudine, neppure sui versanti settentrionali dell'Appennino. Al momento - conclude Limet - le variabili previsionali a livello locale rimangono molte».

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