'Ndrangheta a Genova, la Cassazione annulla le assoluzioni

I giudici della Suprema Corte hanno ribaltato le sentenze di primo grado e di appello che assolvevano i 10 presunti boss mafiosi arrestati nel 2011

Colpo di scena nel processo derivato dall'inchiesta “Maglio 3” sulle infiltrazioni mafiose in Liguria: la Corte di Cassazione ha annullato l’assoluzione per i dieci imputati, accogliendo la richiesta del pm titolare del caso, Alberto Lari, che aveva impugnato il verdetto di primo e secondo grado.

Gli imputati, presunti boss della ‘ndrangheta - si tratta di Onofrio Garcea, Lorenzo Nucera, Rocco Bruzzaniti, Raffaele Battista, Antonino Multari, Michele Ciricosta, Benito Pepè, Antonio Romeo e i fratelli Francesco e Fortunato Barilaro - dovranno dunque tornare in aula per un nuovo processo di appello.

L’inchiesta, portata avanti dai carabinieri del Ros e dall’Antimafia con il coordinamento della Procura, nel giugno del 2011 aveva portato all’arresto di 12 persone, tra cui anche i presunti affiliati alle cosche calabresi.

Il processo di primo grado era iniziato pochi mesi dopo, e nel novembre del 2012 era arrivato il verdetto di primo grado, confermato anche in secondo grado nel febbraio 2016: assoluzione, perché secondo i giudici non ci sarebbero state abbastanza prove per contestare il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Una decisione ribaltata della Corte di Cassazione.

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