Mafia, Legambiente: Liguria prima per infiltrazioni al nord

Il dossier Cemento spa parla chiaro: illegalità, corruzione e abusivismo sono un humus ideale per favorire le infiltrazioni. Record negativo per Imperia, seguita da Genova, Savona e Sondrio

Il rapporto tra mafia, abusivismo ed edilizia è un'equazione ormai accertata anche al Nord, al punto che per la criminalità oraganizzata tutto il Nord Italia é una sorta di Cemento spa: illegalità, corruzione e abusivismo sono un humus ideale per favorire le infiltrazioni in settentrione. Questa la sintesi di Cemento spa, il dossier di Legambiente presentato a Genova in occasione della XVII Giornata contro tutte le mafie, organizzata per sabato a Genova dall'associazione Libera.

Il dossier fornisce dati basati sulle risultanze investigative e le analisi conseguenti. Nelle regioni del Nord Italia - Liguria in testa, Lombardia e Emilia Romagna - sono 26 i clan e le 'ndrine censiti dalla Direzione Nazionale Antimafia e 1.431 i beni confiscati. La Liguria detiene il triste primato delle infrazioni in materia edilizia con il 25,2% dei reati registrati nell'intero Nord Italia, 337 sequestri e 2.641 persone denunciate. Al 2/o posto c'é la Lombardia, seguita da Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Trentino, Friuli e Valle d'Aosta.

Tra le province del Nord, quella che presenta maggiori criticità è Imperia, seguita da Genova, Savona e Sondrio. È stato il vorticoso giro d'affari che ruota attorno all'edilizia e al movimento terra, oltre che alle grandi opere pubbliche, a far diventare il Nord Italia appetibile per la criminalità organizzata, i cui insediamenti risalgono ai tempi del 'confino' dei capi clan siciliani, calabresi e campani.

«La capacità di penetrazione delle organizzazioni criminali in enti locali e negli appalti per i lavori pubblici - ha detto Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria - si è rafforzata anche grazie alla crisi economica. Il ponente ligure, con i Comuni di Ventimiglia e Bordighera sciolti per infiltrazione mafiosa a causa di interessi legati alla costruzione dei porti, al gioco d'azzardo e alla gestione degli appalti ne rappresenta una prima evidenza».

Nel dossier di Legambiente viene ricordato l'alto numero di clan e 'ndrine presenti al Nord: sono ben 26 e vengono considerati quelli di maggior spessore criminale ed economico. Un altro dato che sintetizza la gravità della situazione è quello relativo ai beni confiscati alla criminalità organizzata: in tutta Italia, la Lombardia si attesta al terzo posto per numeri di confische: 205 sono stati i beni mobili e immobili posti prima sotto sequestro e poi confiscati dopo Sicilia (561) e Campania (317). E Milano, con 190 immobili sottratti ai clan è la quinta città d'Italia dopo Palermo (1.924), Reggio Calabria (245), Motta Sant'Anastasia, in provincia di Catania (230) e Roma (209). (Ansa).

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