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Rapinata sulle scale di casa, due arresti

I due autori del colpo si trovano già in carcere, dove anche un terzo soggetto è stato raggiunto da un'ulteriore misura restrittiva della libertà personale perché ritenuto autore di un'altra rapina

Lunedì 29 ottobre 2019 la Squadra Mobile, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha eseguito tre misure restrittive della libertà personale a carico di tre cittadini stranieri per due rapine in strada e un furto con strappo, commessi nel centro storico genovese nei mesi di marzo e giugno scorsi.

Gli arrestati sono un peruviano, un marocchino e un ecuadoriano, rispettivamente di 23, 24 e 43 anni, tutti irregolari sul territorio dello Stato, pregiudicati e senza fissa dimora. Le indagini hanno consentito di attribuire al cittadino peruviano gli episodi del 30 marzo e del 7 aprile, al 43enne ecuadoriano l'episodio del 30 marzo (per il quale è indagato in stato di libertà) e quello del 25 giugno, e infine al 24enne marocchino l'episodio del 7 aprile.

In particolare, nella tarda serata del 30 marzo, i due sudamericani hanno rapinato la borsetta e lo smartphone a una ragazza genovese, che rientrava a casa dal lavoro: la giovane è stata aggredita mentre saliva le scale del palazzo dove vive, in via della Maddalena. Appena una settimana dopo, nel pomeriggio del 7 aprile, in vico Spinola, il 23enne peruviano è entrato nuovamente in azione con la complicità del coetaneo marocchino: i due hanno strappato un telefono cellulare dalle mani di un uomo anziano e con problemi di deambulazione, che si è poi allontanato subito dopo il fatto, restando ignoto. In soccorso della vittima tuttavia sono accorsi due giovani cittadini stranieri, che, dopo aver assistito alla scena, si sono messi all'inseguimento degli scippatori, riuscendo a bloccare il sudamericano.

Infine, nella notte del 25 giugno, in via Gramsci, il pregiudicato ecuadoriano, agendo da solo, ha rapinato una donna di origine francese, minacciandola con una bottiglia di vetro rotta e portandole via uno smartphone.

I tre risultano già detenuti in quanto resisi responsabili di reati contro il patrimonio; l'ulteriore provvedimento restrittivo è stato loro notificato con la collaborazione della polizia penitenziaria.

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