rotate-mobile
Lunedì, 22 Aprile 2024
Cronaca

Avvistamenti di lupi, gli studenti di Fototrappolaggio Liguria: "Vogliamo sfatare i falsi miti su questo animale"

Dopo l'avvistamento di un lupo sull'acquedotto storico, i membri di Fototrappolaggio Liguria organizzano un incontro con Osservatorio Lupi Genova - affiliato al Wwf - per sfatare falsi miti e luoghi comuni su questo animale

"Allarme" lupi. Ma è poi veramente un allarme? Simone Rutella, Niccolò Garaventa Torre e Gianfranco Dellacasa, studenti di Scienze Naturali dell'Università di Genova e appassionati, da anni monitorano la presenza degli animali selvatici sulle alture della città con il loro profilo Instagram "Fototrappolaggio Liguria": supportati dai numeri delle loro fototrappole raccontano la loro versione dei fatti e cercano di sfatare falsi miti e luoghi comuni. In particolare, dopo il lupo avvistato sull'acquedotto storico, causando non poca preoccupazione, i giovani organizzeranno, insieme al gruppo Osservatorio Lupi Genova - affiliato al Wwf - un evento proprio incentrato su questo episodio, per parlare dell'avvicinamento degli animali selvatici nelle zone urbane. Appuntamento sabato 25 febbraio alle 14 presso l'azienda agricola Maixei (prenotazione 3490962709, costo 5 euro). 

"La nostra passione per il fototrappolaggio - racconta Simone, 25 anni, di Molassana, a GenovaToday - è nata tre anni fa, quando un po' per gioco Niccolò (24 anni, di Sant'Olcese, ndr) mi ha portato a installare un apparecchio nei boschi dell'entroterra. Abbiamo iniziato a contare caprioli, daini, tassi, volpi, ricci e gli immancabili cinghiali. Poi dopo un po' di tempo finalmente il primo lupo, in Val Trebbia". I ragazzi hanno aperto un profilo su Instagram e condividono periodicamente i video degli animali nell'entroterra: cuccioli, branchi, scene di vita che gli uomini difficilmente riescono a osservare a occhio nudo, di giorno, di notte, con la neve, insomma in qualsiasi condizione. I dati delle fototrappole servono a Simone anche per un tirocinio in Università: uno studio approfondito che lo porterà a elaborare la sua tesi di laurea proprio su questa attività.

I miti da sfatare sui lupi

Proprio sugli incontri più recenti - i lupi - è incentrata una riflessione degli studenti, pur basata solo sulla loro esperienza diretta: "Sotto ai nostri post - spiegano - arrivano sempre persone che ci dicono che gli ungulati selvatici come caprioli, daini e cinghiali stanno scomparendo per colpa dei lupi. Noi non siamo d'accordo. Quando andiamo a ritirare i video delle fototrappole, ogni tre settimane circa, ciascun apparecchio contiene circa 150 video. Ebbene, 130 ritraggono numerosi ungulati selvatici, 15 vedono protagonisti faine, tassi, volpi e istrici, e i restanti 5 lupi. Le proporzioni parlano chiaro. Non è vero che nei boschi non ci sono più ungulati, possiamo dimostrare il contrario con i nostri video. Un'altra considerazione importante è che è il numero di prede che regola il numero di predatori, non il contrario. Al diminuire delle prede, diminuiscono anche i predatori".

Tra i predatori, il lupo è considerato il "re" delle nostre montagne: "Un'altra falsa credenza - continua Simone - è che sia aggressivo nei confronti dell'uomo: non è vero, è un animale schivo che può fiutare gli uomini a distanza di chilometri e tende a rifugiarsi lontano. Certo, chi va nei boschi è buona regola che tenga sempre i propri cani al guinzaglio, ma questo nel rispetto di tutta la fauna selvatica. Oppure ancora, non è vero che il lupo è stato reintrodotto artificialmente: anni fa ce n'erano pochi, poi si sono ripresi gradualmente i loro spazi grazie anche al fatto che da decine di anni ormai sono specie protetta".

Gli animali in città: "C'è chi li sfama, è sbagliato"

Gli animali però possono anche spostarsi per cercare cibo, che è in parte quello che sta accadendo con i cinghiali in città: "Il problema principale degli spostamenti degli animali verso la città è che c'è chi continua a nutrirli. Basta osservare i ponti sul Bisagno per vedere che ogni giorno c'è chi arriva a dare da mangiare ai cinghiali, senza capire che gli animali selvatici non devono essere nutriti, non ne hanno bisogno e anzi questo può portare a meccanismi nocivi per tutti. In più, continuano a esserci persone che, nonostante i cassonetti 'intelligenti', continuano ad abbandonare la spazzatura, un richiamo per i cinghiali. Gli abbattimenti non servono, se non si risolve prima questo. A mio parere - spiega Simone - servirebbero multe salate". Concludendo sui lupi, "non c'è un allarme a Genova, ma è importante che non si abituino all'uomo".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Avvistamenti di lupi, gli studenti di Fototrappolaggio Liguria: "Vogliamo sfatare i falsi miti su questo animale"

GenovaToday è in caricamento