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Decapitato a Lumarzo, l'indagato ripreso mentre esce con una borsa

La soluzione del delitto di Craviasco potrebbe arrivare dagli esami sui coltelli trovati in casa di Claudio Borgarelli e dal confronto fra il dna dell'accusato e quello rinvenuto sui vestiti di Albano Crocco. Ancora senza esito le ricerche della testa

Ieri in occasione dell'avvicendamento fra i colonnelli Paterna e Sciuto al comando provinciale dei carabinieri non si poteva non parlare dell'omicidio di Lumarzo. Paterna ha sottolineato l'imponente sforzo messo in atto dai militari per trovare il colpevole della morte di Albano Crocco e si è detto convinto che non manchi molto.

Anche Sciuto ha detto di avere seguito la vicenda, confermando il grande dispiegamento di forze per chiarire nel minor tempo possibile fatti come questo, che creano un forte allarme sociale.

Nel frattempo ieri sono riprese le ricerche con i cani molecolari di quello che manca del corpo della vittima, la testa. Claudio Borgarelli, unico indagato per l'omicidio, dall'altro ieri deve rispondere anche di sottrazione e distruzione di cadavere. Le telecamere di sicurezza intorno alla sua casa avrebbero ripreso solo due persone: lui e lo zio Albano Crocco.

Nelle immagini si vedrebbe l'arrivo di Crocco e poco dopo Borgarelli andare via con una borsa. Ai carabinieri l'infermiere ha detto di avere gettato la spazzatura. Per Antonio Rubino, legale dell'accusato, il fatto che le telecamere di sorveglianza abbiano inquadrato solo loro due non permette ancora di escludere che sul posto ci fosse una terza persona.

Una svolta decisiva nell'inchiesta potrebbe arrivare dal confronto fra il dna di Borgarelli e quello ricavato dalle tracce lasciate dall'assassino sul corpo della vittima. Gli esami inizieranno lunedì nei laboratori del Ris di Parma. Anche i vari coltelli trovati in casa di Borgarelli veranno esaminati accuratamente.

Per il sostituto procuratore Silvio Franz, Crocco sarebbe stato ucciso con premeditazione per un contenzioso relativo all'utilizzo di un sentiero di proprietà di Borgarelli. Quest'ultimo, la mattina dell'11 ottobre scorso, si è recato poi effettivamente a Genova, come da lui stesso dichiarato, per alcune commissioni.

I carabinieri hanno ascoltato anche i commercianti da cui Borgarelli è andato per confermare la sua tesi e per tentare di ricostruire gli orari dei suoi spostamenti. Secondo quanto emerso dall'autopsia, il decesso di Crocco sarebbe avvenuto fra le 7 e le 9.30. Gli inquirenti pensano di essere sulla strada giusta, attendono solo di raccogliere ulteriori elementi di accusa a carico dell'indiziato. Questi potrebbero arrivare dagli esami, in programma la prossima settimana.

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