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Violenza donne, 2.262 segnalazioni da inizio anno in Liguria

Il report regionale conferma che la violenza di genere è un fenomeno relazionale. La totalità delle violenze avviene infatti da parte di partner, ex-partner e familiari

Giornata mondiale contro la violenza alle donne, la Regione Liguria partecipa con l'assessore alle Pari Opportunità Ilaria Cavo alla manifestazione "25 Novembre tutto l'anno" promossa con il Comune di Genova a Palazzo Tursi e dopo il finanziamento di 175mila euro ai sette centri antiviolenza territoriali da parte della giunta, l'assessore Ilaria Cavo torna sull'argomento a margine della seduta del Consiglio Regionale, fa il punto su un fenomeno di assoluta gravità anche in Liguria.

La tipologia delle donne che si rivolge ai centri antiviolenza ha una concentrazione nella fascia dai 30 ai 49 anni e riguarda vittime di tutte le condizioni sociali e provenienze. Un fenomeno trasversale dentro il quale le donne italiane sono i 2/3, 700 su un migliaio, secondo dati recenti dei centri antiviolenza sul territorio.

Il report regionale conferma che la violenza di genere è un fenomeno relazionale. La totalità delle violenze avviene infatti da parte di partner (coniuge, convivente, fidanzato, amante), ex-partner, familiari (padre, figli, zii, fratelli, cugini).

Sono in crescita i casi di madri aggredite fisicamente e verbalmente dai figli, un fenomeno fino a pochi anni fa praticamente inesistente, mentre un altro dato, il rovescio della medaglia, informa che da gennaio a ottobre, in Liguria, oltre 400 bambini e ragazzi hanno assistito a soprusi nei confronti delle loro madri tra le mura domestiche.

Nei casi di maltrattamenti subiti dai figli le madri, nei colloqui, tendono a sminuire l'episodio per salvaguardare una immagine ideale della" famiglia" e per difendere i figli da denunce e conseguenze gravi.

Le violenze subite dalle donne rilevate possono essere di natura fisica con calci, pugni, schiaffi, spinte, tentativi di omicidio (554 casi rilevati), psicologica, attraverso insulti, ricatti, minacce (703), sessuale (92), economica, con il controllo dello stipendio, l'impedimento a trovarsi un lavoro, truffe (238), legate a fenomeni di stalking e atti persecutori (86).

I dati raccolti evidenziano che, in molti casi, la stessa donna subisce contestualmente tipi diversi di violenze. Sono poche le donne che dichiarano di essere vittima di un unico genere di violenza, a parte casi come lo stalking.

Da un report fatto sulla base dei rilevamenti compiuti dai centri antiviolenza della Regione Liguria, le donne che dall'inizio dell'anno a oggi si sono rivolte a queste strutture sono oltre duemila - 2.262 -, un dato in aumento rispetto agli anni scorsi.

«Numeri importanti, ma sottostimati, perché moltissime donne ancora non trovano il coraggio di chiedere aiuto», afferma Ilaria Cavo convinta che i finanziamenti assegnati ai centri antiviolenza debbano servire anche per la formazione degli operatori per intercettare il "sommerso" e fermare gli abbandoni.

Di queste oltre duemila donne, infatti, poco più della metà, 1084, dopo un primo contatto telefonico con i centri, hanno rinunciato ai servizi offerti, per poi magari tornare dopo alcuni mesi, o addirittura anni. 653 sono invece le donne che hanno partecipato ad almeno un colloquio di approfondimento, mentre quelle prese in carico totalmente dai centri antiviolenza sono 594, circa un quarto delle donne che si rivolgono alle strutture.

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