Sequestrati i Bagni Liggia: il titolare promette battaglia

Claudio Galli: «Perché il sequestro riguarda solamente i Bagni Liggia? Nel Comune di Genova ci sono 33 concessioni demaniali che sono “abusive” secondo l’impostazione del Tribunale. Nella Provincia di Genova le concessioni “abusive” con il criterio utilizzato per me sono 198, in Liguria sono 1.167, in Italia sono 10.821»

Foto Liggia Pub & Music House

Nella mattinata di mercoledì 17 luglio 2019 polizia locale e capitaneria di porto hanno messo i sigilli e sequestrato i Bagni Liggia di Quarto per presunta violazione delle direttive Bolkestein, al termine di una querelle iniziata poco più di un anno fa per l'abbattimento di un muretto che divideva i Liggia dai bagni Maria.

Secondo il titolare dei Liggia, che ha pubblicato tutta la ricostruzione della vicenda, la costruzione del muro risalirebbe agli anni '30, in un periodo antecedente alla costruzione dei bagni Maria (risalente invece agli anni '50). In seguito a una mareggiata del 2013 una porzione di muro era crollata e la situazione era ulteriormente peggiorata nel 2018. A questo punto il titolare dei Liggia Claudio Galli aveva chiesto un parere ad un architetto sulla stabilità del muro, l'esperto aveva risposto consigliando l'abbattimento per motivi di sicurezza. A questo punto, Galli ha informato i concessionari dei Bagni Maria che, però, hanno rivendicato la proprietà del muro. 

Galli a questo punto (maggio 2018) ha chiesto all’Ufficio Demanio del Comune di Genova di stabilire formalmente chi fosse il proprietario del muro chiedendo il nulla osta per l'abbattimento, allegando foto e relazione tecnica dell'architetto Cortella che dichiarava la pericolosità del muro. Il Comune aveva risposto che dopo aver controllato il fascicolo "la porzione di muro in argomento ricade nell’ambito della concessione in capo allo stabilimento balneare bagni Liggia" dando il nulla osta, aggiungendo però che "è opportuno segnalare che lo stesso risulta compreso negli elaborati facenti parte del verbale di Incameramento allo Stato dello stabilimento. Abbiamo ritenuto pertanto di richiedere parere all’Agenzia del Demanio che mantiene le competenze per gli aspetti dominicali. Ho inviato immagini fotografiche e stralcio planimetrico al geometra Farnatale dell’Agenzia che entro oggi mi darà indicazioni". In seguito al parere positivo dell'Agenzia del Demanio (23 maggio 2018) Galli ha cominciato a tagliare il muro. Sul posto però sono arrivati alcuni militari della Capitaneria di Porto chiedendo spiegazioni sulla questione: secondo i militari l'autorizzazione via mail non era sufficiente e Galli aveva commesso diversi reati. A questo punto il muro è stato posto sotto sequestro.

Dopo lunghe vicissitudini burocratiche e una disputa sul dissequestro, il crollo del muro per una mareggiatà tra 17 e 18 giugno 2018 aveva anche reso impossibili i lavori fissati dal Comune per il ripascimento della spiaggia (con un danno a carico del titolare dei Liggia). Il muro era stato quindi nuovamente sequestrato, ma il 21 giugno il mare aveva rimosso i sigilli come prontamente comunicato via Pec alla Capitaneria da Galli che, in seguito all'ulteriore crollo della parte rimamente di muro, per garantire la sicurezza dei bagnanti, aveva coperto con uno scatolato in legno amovibile i suoi resti. Anche lo scatolato era poi stato sequestrato.

A questo punto la questione prende una strada diversa, Galli viene convocato dal Pm Walter Cotugno, non per parlare del muro, ma di concessioni demaniali, non più valide a causa della normativa europea (la Bolkestein appunto). Galli spiega: «Ho fatto notare al dottor Cotugno che, in base al suo convincimento, tutte le concessioni demaniali in Italia erano da considerasi “abusive”» il 10 luglio 2018 il Pm ha respinto l'istanza di dissequestro del muro con la motivazione: “il muro non può essere restituito all’istante non avendo egli titolo alla restituzione” ed ha fatto richiesta al Giudice per le indagini preliminari di effettuare il sequestro della spiaggia dei Bagni Liggia perché in possesso di concessione scaduta in quanto “prorogata al 31/12/2020 da una legge non valida perché in contrasto con la normativa Europea. La battaglia a questo punto è diventata legale: il Gip respinge la richiesta di sequestro, il pm Cotugno fa appello al Riesame che a sua volta nega l'autorizzazione. La Cassazione alla fine accoglie la richiesta 

Viene chiesto il sequestro al Gip, che respinge il 2 ottobre 2018. Il pm Cotugno fa appello al Riesame che a sua volta dice no il 2 novembre 2018. A questo punto l’accusa si rivolge alla Cassazione che accoglie la richiesta e rinvia al Riesame in data 6 marzo 2019, il 12 luglio 2019 il Tribunale di Genova ribalta la propria sentenza e dispone il sequestro motivando che "la concessione era stata rilasciata nel 1998 e risultava scaduta il 31 dicembre 2009, senza che vi fossero state tacite proroghe” sottolinenado che “le autorità hanno tollerato per un decennio l’illecito per favorirlo o per inerzia” e spiegando che "A fronte della chiarezza lapidaria delle asserzioni della Corte di Cassazione a questo giudice del rinvio non resta che prendere atto dei principi di diritto che ne scaturiscono e affermare, conseguentemente, che l’appellato Claudio Galli occupa ininterrottamente sine titulo, a far tempo dal 1/1/2010, la porzione di demanio oggetto della concessione nota come Bagni Liggia”

Claudio Galli ha così  commentato la sentenza: «Ho informato tutti i miei clienti che rimborseremo quanto eventualmente pagato in eccesso. Nonostante la nostra richiesta il collegio del riesame non si è preoccupato di convocare il Comune per chiedergli se la licenza demaniale intestata alla Zeffiro snc e datata 11/6/2008 fosse stata emanata in quanto “rinnovo automatico” della precedente licenza del 1998 oppure a seguito di una analisi specifica, nonostante che questo comporterebbe una differenza sostanziale agli effetti della validità del titolo, come anche ben spiegato dalla Corte di Cassazione. Nella sentenza il Giudice ha anche chiesto al Pm di indagare sui comportamenti tenuti dai funzionari del Comune, della Agenzia del Demanio e della Capitaneria di Porto, tutti enti che dicono che la mia concessione demaniale è valida; il Comune il giorno prima della sentenza mi ha inviato una Pec per chiedermi di pagare il canone demaniale 2019, due mesi fa mi ha chiesto di pagare l’imposta di registro per ottenere il rinnovo al 2034 e un mese fa mi ha dato il permesso di montare i pannelli fotovoltaici sul lastrico solare, con un investimento di 53.000 euro, che ho già pagato. Avevo chiesto il contributo previsto per i danni della mareggiata del 29-30 ottobre 2018: mi chiedo “se la mia concessione non era valida ho diritto al contributo?” E tutte le spese che ho sostenuto per eliminare i danni a chi competevano se io non ero il concessionario? A breve depositerò ricorso in Cassazione contro la sentenza del Tribunale del riesame ma, intanto, devo subire il sequestro e chiudere la spiaggia. Anche se il mio ricorso dovesse essere accolto la stagione balneare è rovinata. Le cabine ed il Bar-Ristorante non sono sequestrati però mi chiedo a cosa possano servire. Forse il fatto che non siano sequestrati serve a non far diminuire troppo il canone demaniale 2019? Dovrei interrompere il servizio dei bagnini, non fosse altro perché non saprei dove mettere l’imbarcazione di salvataggio. E se affoga qualcuno chi è il responsabile? E anche se lascio il bagnino (senza imbarcazione) e lui magari salva una persona in difficoltà e la porta a riva a nuoto come la portiamo nell’infermeria? Violando i sigilli? In teoria potrei e dovrei licenziare tutti i miei 8 dipendenti, ma non intendo farlo: i problemi con la normativa demaniale, e con la lettura che ne fanno i Tribunali, riguardano gli imprenditori, non i loro dipendenti».

Poi Galli conclude: «Questo è un “sequestro preventivo”; le varie sentenze fin qui emesse riguardano il sequestro, non il merito del problema. Il “processo di merito” non c’è ancora stato e non è neppure stata fissata una data. In pura teoria io potrei vincere nel processo di merito; a quel punto cosa potrei fare? chiedere i danni al Tribunale di Genova? E come si calcolerebbero? E il danno di immagine come si calcola? Anche quando otterrò la cancellazione del sequestro ci sarà sempre qualcuno che “mi ha letto” sui giornali e che avrà dei sospetti su di me. Perché il sequestro riguarda solamente i Bagni Liggia? Nel Comune di Genova ci sono 33 concessioni demaniali che sono “abusive” secondo l’impostazione del Tribunale. Nella Provincia di Genova le concessioni “abusive” con il criterio utilizzato per me sono 198, in Liguria sono 1.167, in Italia sono 10.821. Sono sempre stato ottimista e fiducioso che, alla fine, il buon senso prevale sempre, ma comincio ad avere dei dubbi».

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