Studenti ligure volontari sui territori sequestrati alla mafia

Sei studenti liguri, vincitori del concorso della creatività solidale “Porta in piazza un sentimento”, potranno, questa estate, partecipare ad un periodo di formazione e di volontariato sui terreni confiscati alla mafia del nord, centro e sud Italia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Genova - Sei studenti liguri, vincitori del concorso della creatività solidale Porta in piazza un sentimento, potranno, questa estate, partecipare a un periodo di formazione e di volontariato sui terreni confiscati alla mafia del nord, centro e sud Italia.

Lo hanno reso noto quest’oggi gli esponenti di Libera genovese, insieme all’assessore regionale alla formazione e al bilancio, Pippo Rossetti e al prorettore vicario dell’Università di Genova, Maurizio Martelli nel corso della presentazione del protocollo d’intesa siglato tra i tre enti per promuovere forme di collaborazione tra studenti, docenti e famiglie e diffondere una conoscenza più aggiornata della mafia e di altre forme di criminalità.

Il concorso partito nel marzo di quest’anno, a opera dell’assessorato alla formazione della Regione Liguria, in occasione della diciassettesima edizione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie promossa dall’associazione Libera, ha visto la partecipazione di oltre 90 scuole e più di 1.000 studenti.

Un’iniziativa che è servita a contribuire all’educazione alla legalità e alla conoscenza dei fenomeni mafiosi diffusi ormai ovunque, non solo al sud, attraverso lezioni e iniziative. Continua dunque l’impegno della Regione Liguria contro la mafia, dopo l’accordo sulla costituzione delle stazioni uniche degli appalti e delle centrali di committenza per favorire la trasparenza e la qualità degli appalti.

Per far crescere la consapevolezza contro la conquista delle mafie martedì 2 ottobre giunge a Genova la Carovana antimafia promossa da Arci, Libera, Avviso pubblico, con CGIL, Cisl e UIL. Punto intermedio di un lungo viaggio che ha preso il via a Roma e si concluderà in Sicilia, attraversando non solo tutte le regioni italiane, ma anche Francia e Africa settentrionale. A Genova arriverà alle 17, in “Scià Stradda”, davanti al bene confiscato di vico Mele dove è previsto un reading e la presentazione del libro di Enza Galluccio, “Mafie da nord a sud”.

«In Liguria la mafia non è il racconto di un paese lontano – ha detto l’assessore regionale alla formazione Pippo Rossetti - ci sono due comuni commissariati per infiltrazioni mafiose e alcuni settori dell’economia su quei territori interessati a tutto il fenomeno mafioso, compreso cantieri che bruciano e auto che saltano. Per questo attraverso l’accordo siglato oggi vogliamo sostenere le iniziative di Libera, coinvolgendo in particolare i giovani e il mondo della scuola, grazie ad azioni sulla memoria e l’educazione alla cittadinanza a cui la Regione Liguria ha dato il proprio contributo anche attraverso la legge approvata nel marzo scorso sulla prevenzione del crimine organizzato».

Dai dati in possesso di Libera ammontano a 38 i beni confiscati alla mafia in Liguria. Di questi 18 si trovano a Genova, 6 a Imperia, 10 alla Spezia e 4 a Savona. Sul totale dei beni confiscati 9 sono stati dati in gestione e 22 riassegnati. «Il tema dei beni confiscati – spiega Rosangela Conte di Libera Genova – è anche legato strettamente al volontariato che gestisce quelle aree dove i giovani si recano ogni anno per effettuare un periodo di formazione, dove possono svolgere lavori agricoli o attività di risistemazione del bene e incontri con il territorio, per uno scambio culturale e per riportare la dignità del lavoro in quei luoghi».

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