Differenziata, Genova resta sotto il 35%. Liguria prima nel Nord per illeciti ambientali

Aumentano i Comuni "ricicloni" della nostra regione (da 63 a 100), ma sono ancora tanti quelli che restano sotto la soglia minima: il capoluogo ligure è uno di questi

Aumentano i Comuni “ricicloni” in Liguria, ma Genova resta indietro per quanto riguarda la differenziata: è quanto emerge dallo studio di Legambiente, che ha presentato i risultati nel corso dell’EcoForum Tour iniziato a Palazzo Tursi lunedì.

I dati, per quanto riguarda la Liguria, sono incoraggianti: dal 2016 al 2017 i Comuni che superano il 65% di raccolta differenziata sono passati da 63 a 100, anche se i migliori risultati sono stati raggiunti nel savonese, dove ben 10 Comuni hanno totalizzato una percentuale di differenziata superiore all’80%. 

Meno bene Genova, che non arriva al 35% (risultato simile in altri 63 Comuni) nonostante gli incentivi e le campagne portate avanti soprattutto negli ultimi mesi dal Comune: pur essendo migliorato, il capoluogo ligure ha ancora molto da fare per raggiungere la soglia fissata dall’Europa (il 65% entro il 2035), ed è ancora sotto il limite imposto per legge. Colpa della conformazione del territorio e della mancanza di impianti e siti di stoccaggio e trattamento adeguati, e a questo proposito l’assessore regionale all’Ambiente e ciclo dei rifiuti, Giacomo Giampedrone, ha annunciato per la città un contributo di poco 1,3 milioni di euro per incentivare l’incremento della differenziata: «I numeri non sono ancora soddisfacenti - ha confermato - Cercheremo di riallineare Genova almeno alla media regionale, in attesa dei nuovi impianti».

«Nonostante i recenti tragici eventi relativi al ponte Morandi abbiano messo a dura prova il sistema di gestione dei rifiuti in città e reso ancor più complessa la gestione dei servizi sull’intero territorio metropolitano genovese, già condizionata dalla carenza di impianti per il trattamento, il consuntivo dell’anno passato di questo settore in Liguria ha evidenziato segnali positivi - ha aggiunto Giampedrone - la raccolta differenziata cresce di circa 5 punti percentuali, pari a circa 35.000 tonnellate di plastica, carta, vetro ed organico in più rispetto al 2016 e crescono i Comuni che, hanno seguito le linee guida della Regione e delle Autorità provinciali per organizzare sistemi capillari di raccolta differenziata: lo scorso anno sono stati 100 su 235 i Comuni che hanno superato la fatidica soglia del 65%, e l’espansione del numero ha reso necessario reperire una sala più grande anche per ospitare questo evento annuale».

Per quanto riguarda le province, la più virtuosa è risultata essere quella spezzina, con il 67% di raccolta differenziata; seguono quella di Savona (58,1%), di Imperia (43,6%) e di Genova (41,6%). Dal punto di vista dei Comuni, al primo posto nella classifica dei “ricicloni” ci sono Rialto (Savona), che conta appena 562 abitanti e che ha superato l’88%. A Follo, in provincia di La Spezia, la percentuale è dell’83,7%, a Garlenda (sempre Savona) 83,6%. Il primo Comune in provincia di Genova a entrare nella classifica è Leivi, con l’81,7%. 

Legambiente ha inoltre voluto premiare i Comuni che hanno prodotto un secco inferiore ai 75 kg l’anno, ribattezzati “Rifiuti Free”: in Liguria sono 22, e la lista comprende Rialto, Follo, Cosseria, Giusvalla, Balestrino, Giustenice, Piana Crixia, Altare, Vendone, Tovo San Giacomo, Ortovero, Erli, Pallare, Dego, Leivi, Bormida, Boissano, Luni, Cairo Montenotte, Murialdo, Quiliano e Garlenda.

A preoccupare non sono però solo gli scarsi risultati ottenuti da alcuni Comuni liguri, ma il numero di illeciti ambientali, per cui la Liguria è prima nel Nord Italia: 237 illeciti, pari al 3,2% del totale nazionale. 

«La Liguria continua ad essere una regione caratterizzata dall’emergenza rifiuti - ha detto Santo Grammatico, oresidente di Legambiente Liguria -  Gli affari illeciti nella gestione di questo ciclo nel 2017 hanno visto la nostra regione dodicesima a livello nazionale (con 237 illeciti pari al 3,2% del totale), ma prima nel nord Italia nel rapporto illeciti/abitanti (in Liguria c’è un illecito all’anno ogni 6000 abitanti; in Lombardia si verifica un illecito ogni 25.000 abitanti). Fortunatamente si registrano anche dati positivi - continua Grammatico - e questo grazie ai controlli delle forze dell’ordine, agli amministratori locali che stanno cambiando il sistema di raccolta nei loro comuni passando al porta a porta e puntando a una tariffa puntuale e alle aziende che investono in nuovi sistemi di trattamento dei rifiuti che li trasformano in nuova materia prima riutilizzabile».

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