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Inchiesta fondi Lega, la procura sequestra a rate: 600mila euro l'anno

Questa la cifra stabilita per consentire al partito di continuare a esercitare le sue attività e allo stesso tempo raggiungere la somma di 49 milioni di euro stabilita in sede giudiziale per la condanna per truffa ai danni degli ex vertici del Carroccio

Avanti tutta con il sequestro dei fondi della Lega, così come stabilito dal tribunale del Riesame. Per consentire però al partito capitanato da Matteo Salvini di funzionare a pieno regime - e non prosciugare del tutto i conti - la procura di Genova ha deciso di procedere al prelievo della somma, 49 milioni di euro, attraverso delle rate bimestrali: in totale saranno 600mila gli euro che ogni anno il Carroccio trasferità su un apposito conto e che verranno dirottati dalla Guardia di Finanza sul Fug, il Fondo Unico Giustizia a dispoiosizione del governo e gestito da Equitalia.

Si tratta di una somma minima, sotto il quale il prelievo annuale non scenderà mai sino al completo raggiungimento della cifra finale. Per calcolarla, è stato tenuto conto degli incassi annuali della Lega e delle spese: la rimanenza, quei 600mila euro l'anno, finiranno dritti nelle casse dello Stato per ripagarlo della truffa sui fondi pubblici per cui nel luglio del 2017 erano stati condannati in primo grado Umberto Bossi e Francesco Belsito. Proventi, hanno sottolineato il procuratore capo Francesco Cozzi e il procuratore aggiungo Francesco Pinto, che derivano principalmente dallo stabile in cui ha sede la Lega, il palazzo di via Bellerio. 

Il sequestro riguarderà le entrate future della Lega, così come previsto in via cautelativa nei casi che riguardano truffe ai danni dello Stato o evasioni fiscali. La somma di 600mila euro è stata stabilita sulla base dei bilanci messi a disposizione della procura: nel caso in cui dai bilanci certificati dei prossimi anni - a partire dal 2019 - emergessero entrate ulteriori non indispensabili al partito per svolgere le sue attività, le somme verrebbero a loro volta prelevate e accreditate alle Stato.

«Gli avvocati della Lega hanno presentato la loro proposta, dicendosi disponibili a mettere a disposizione della procura della Repubblica somme con cadenza bimestrale di 100 mila euro, pari a 600 mila euro l'anno», ha spiegato il sostituto procuratore Pinto, un’istanza che, come ha aggiunto il procuratore capo Cozzi, è stata accettata anche sulla base di procedimenti simili già perseguiti.

Tutto secondo procedura, insomma, in primis sul fronte sequestro, come a voler mettere a tacere eventuali voci su un accanimento nei confronti del partito oggi gestito da Matteo Salvini. Attualmente sui conti messi a disposizione dalla Lega sono accreditati poco più di 130mila euro, che verranno immediatamente trasferiti sul Fondo Unico Giudiziario: con il versamento volontario, e autonomo, si bloccano le ricerche di fondi su altri conti potenzialmente legati al partito che, come ammesso dallo stesso sostituto procuratore Pinto, potrebbero dare adito a "possibili sviluppi di contenzioso". E cioé, ricerche su conti non direttamente riconducibili alla Lega potrebbe lasciare margine a problemi in fase esecutiva, dando ai legali del partito un appiglio per contestare i sequestri.

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