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Lega, dimissioni Bossi, Belsito: non è colpa mia

L'ex tesoriere del Carroccio, indagato per riciclaggio, truffa allo Stato e appropriazione indebita, si rammarica del passo indietro del Senateur, che definisce 'come un parente'. Poi respinge ancora accuse

Si dice 'dispiaciutissimo' per le dimissioni di Bossi, ma allo stesso tempo respinge le accuse di essere stato lui a provocare uno tsunami all'interno della Lega Nord. È stata una giornata lunga e difficile per Francesco Belsito, ex tesoriere del Carroccio, indagato per riciclaggio, truffa allo Stato e appropriazione indebita. Una giornata iniziata con un incontro con i vertici del movimento a Milano e finita studiando le carte dell'inchiesta.

Alle 21 è uscito dallo studio dell'avvocato Paolo Scovazzi, nel centro di Genova, a pochi passi dal Tribunale. Abito scuro, cravatta e pochette verdi 'd'ordinanza'. In mano una cartellina. Poco prima si erano allontanati alcuni suoi collaboratori, tra cui Sabrina Dujany, braccio destro di Belsito nel Tigullio e sfiorata dall'inchiesta.

La fatica e la paura lasciano spazio al dispiacere quando il pensiero va alle dimissioni di Bossi, considerato 'come un parente'. Un legame consolidatosi negli anni quello tra il senatur e il tesoriere rampante. 'Non è colpa mia', ripete come un mantra. Ancora: 'Non ritengo di aver mai mal agito'.

Nelle tre ore e mezza di riunione gli aggiornamenti si sono susseguiti senza sosta. Belsito ha abbassato gli occhi e preso fiato, più volte. L'incontro è stato concitato, c'era da elaborare la strategia difensiva. Alla fine è arrivata la scorta per accompagnarlo a casa.

«Oggi Francesco Belsito - sottolinea l'avvocato Scovazzi - é un parafulmine, lo stanno massacrando, gli è crollato il mondo addosso. È passato da essere una persona stimata con un certo tipo di rapporti ad essere un criminale. Temo che venga considerato come il capro espiatorio in questa vicenda». Poi rilancia: «I processi comunque si fanno in tribunale e io sono perplesso. Secondo me tutta questa cosa è ampiamente gonfiata, le intercettazioni le voglio vedere nella loro interezza e contestualizzate». «Oggi - conclude - siamo stati a Milano. L'ambiente? Si può immaginare, ma nessuno gli ha fatto la guerra. Belsito ha portato i conti e da quello che ho percepito, pur non essendo un contabile, sono molto in ordine» (Ansa).

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