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Lega, Belsito: «Non ho mai agito per i fatti miei»

Intervistato dal Secolo, l'ex tesoriere ribadisce la sua disponibilità a chiarire ogni particolare sulla gestione dei finanziamenti pubblici e sulle persone coinvolte: «Parlare in questo momento non ha senso. Per tutti Belsito è il diavolo»

Era facile prevederlo. Con un'inchiesta in corso le parole non potevano che arrivare col contagocce. Ma al Secolo non si sono persi d'animo e, microfoni alla mano, hanno fatto visita all'ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito.

E in effetti qualcosa sono riusciti a fare scappare dalla bocca di colui che in queste ore è indicato come l'indagato principale dell'inchiesta. «Posso chiarire tutto, io ero solo un contabile - ha detto - non ho mai agito per i fatti miei. Oggi per tutti sono il diavolo, io mi tengo la croce e la porto. Ma ho fatto solo il mio lavoro, e sono stato un buon amministratore».

Secondo questo sfogo, le manovre illecite col denaro ricevuto dai finanziamenti pubblici non erano orchestrate dal contabile genovese, altri sapevano. Ma ora, come accennato, è escluso riuscire a carpire altri particolari sulla vicenda. «Ora non voglio parlare di indagini - prosegue Belsito -. Prima vogliamo vedere le carte, io e i miei legali, capire quali sono le contestazioni. Poi qualcosa dirò».


In attesa che la giustizia segua il suo corso, l'ex tesoriere ribadisce la sua disponibilità a spiegare tutto. «Io avrei voglia di parlare, di spiegare tutto - ha concluso Belsito -. Ma c'è un'inchiesta, c'è il lavoro delle procure. Ho l'ordine dal mio avvocato di non aprire bocca, di non parlare di nulla che riguardi le indagini. Parlare in questo momento non ha senso. Per tutti Belsito è il diavolo».

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