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Lavoro, aumenta il nero e l'evasione fiscale: il bilancio dell'estate 2018

Un quadro "sconfortante" a detta degli stessi ispettori del Lavoro, che nei mesi estivi hanno passato al setaccio aziende e attività commerciali scoprendo molte irregolarità

Aumentano i lavoratori irregolari, il mancato pagamento delle retribuzioni e l’evasione contributiva: è questo lo sconfortante quadro che emerge dopo tre mesi di controlli estivi su aziende e attività commerciali di Genova e provincia. I risultati sono stati diffusi mercoledì dall’Ispettorato del Lavoro, che nel corso dell’attività portata avanti con il nucleo Carabinieri dell’Ispettorato ha riservato particolare attenzione ai pubblici esercizi, al terziario e al settore dell’edilizia. 

Gli Ispettori del lavoro e il Nucleo Carabinieri hanno eseguito nel periodo estivo oltre 250 controlli, riscontrando un’irregolarità vicina all’80 %: 85 i lavoratori in nero (di cui 6 clandestini), e cioè privi di ogni tutela assistenziale e previdenziale, 28 i provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale. 

Diverse le aziende di fatto completamente sconosciute a enti previdenziali e assicurativi, tra i casi più eclatanti un night club del ponente cittadino, costituitosi in forma di società cooperativa, che impiegava ben 11 lavoratori senza un regolare contratto di lavoro. In un altro locale notturno sono stati scovati 5 lavoratori in nero. Una pizzeria d’asporto invece è risultata gestita da un soggetto extracomunitario clandestino sul territorio dello stato, che si avvaleva di due lavoratori non regolarizzati a norma di legge. 

Anche dal punto di vista dei trattamenti economici, gli ispettori hanno individuato diversi illeciti: un esercizio del centro, oltre a impiegare personale in nero, si avvaleva di lavoratori assunti tramite una cooperativa che riconosce una retribuzione netta oraria pari a circa cinque euro. In generale, i lavoratori “in nero” accertati fino a oggi dall’inizio dell’anno sono stati complessivamente 290, e le sanzioni contestate per questo fenomeno ammontano a circa un milione di euro, oltre la metà dei quali (590mila euro) sono già state incassate dallo Stato. 

Sempre dall’inizio dell’anno, sono stati inoltre 92 i provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale per occupazione di lavoratori in nero in misura superiore al 20% degli occupati nell’unità produttiva. In 85 casi la sospensione è stata successivamente revocata a seguito di regolarizzazione dei rapporti di lavoro. Per quanto riguarda l’evasione contributiva emerge un altro dato abbastanza allarmante che va di pari passo con la mancata corresponsione delle retribuzioni ai lavoratori. Infatti ammonta a oltre tre milioni di euro l’imponibile evaso da assoggettare a contribuzione nel corso del 2018. Rilevante inoltre l’attività relativa al recupero delle retribuzioni non corrisposte ai lavoratori dipendenti attraverso l’istituto della diffida accertativa (350 i provvedimenti emessi nel 2018) che ha consentito ai lavoratori di ottenere somme pari a circa 300.000 euro, che le aziende hanno successivamente corrisposto a seguito dell’intervento ispettivo.

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