Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Centro / Viale Emanuele Filiberto Duca d'Aosta

Copertura del Bisagno, lavori in ritardo di tre mesi

Secondo il nuovo cronoprogramma che la ditta ha presentato, entro febbraio sarebbe conclusa tutta la parte strutturale e, a seguire, entro aprile le opere di rifinitura in superficie

La pandemia di covid non ha mai fermato i lavori per la realizzazione del terzo lotto della copertura del Bisagno, in corso di realizzazione. La precisazione arriva dalla Regione. Tuttavia la ditta che sta realizzando i lavori ha recentemente formalizzato al commissario straordinario e presidente della Regione Giovanni Toti una richiesta di una proroga di 100 giorni rispetto alla data di fine lavori, oggi prevista contrattualmente a fine 2020.

Si tratta di una richiesta tecnica - fanno sapere ancora dalla Regione -, che nulla ha a che vedere con l'emergenza covid, ma legata invece a valutazioni di gestione delle lavorazioni del cantiere che fino ad ora, in termini sanitari legati all'emergenza covid, non ha subito particolari criticità, pur con qualche caso di contagio tra gli operai, con la sostituzione di coloro che fossero risultati positivi.

«A prescindere dall’accettazione o meno della proroga da parte della struttura Commissariale - sottolinea l'assessore alla difesa del Suolo Giacomo Giampedrone - entro la fine di gennaio sarà comunque garantita la fine dei lavori per la parte idraulica: questo significa che, in caso di necessità, l'opera sarà in grado di dare una piena risposta in termini di sicurezza del territorio e difesa del suolo, in quanto la nuova copertura assicurerà il deflusso d'acqua di 850 metri cubi al secondo, raddoppiando la portata della sezione della foce del Bisagno rispetto all'avvio del cantiere».

Secondo il cronoprogramma che la ditta ha allegato alla richiesta, entro febbraio sarebbe conclusa tutta la parte strutturale e, a seguire, entro aprile le opere di rifinitura in superficie.

«Si tratta di un ritardo assolutamente irrisorio rispetto a un cantiere da 40 milioni di euro che non si è mai fermato - aggiunge Giampedrone - nonostante le difficoltà oggettive dell'intervento realizzato quasi interamente con scavi sotterranei. Se tutti i cantieri d'Italia avessero garantito una analoga celerità di esecuzione, il Paese starebbe sicuramente meglio sotto diversi punti di vista. Il problema casomai è esattamente il contrario, con cantieri pronti a partire e mai aperti oppure avviati ma fermi da anni. Insieme allo Scolmatore del Fereggiano, già terminato, e allo scolmatore del Bisagno, in fase di realizzazione, questa è una delle opere che la città attende da oltre 50 anni e rappresenta uno snodo fondamentale per la messa in sicurezza idraulica di Genova».

A completamento degli interventi strutturali gestiti dalla struttura commissariale per la mitigazione del rischio idrogeologico della città, prosegue l’impegno anche per realizzare la galleria scolmatrice del Bisagno (9,8 metri di diametro lunga 6 chilometri e mezzo), che verrà raccordata allo sbocco con lo scolmatore del Fereggiano: il cantiere, aperto nei mesi scorsi, si concluderà nel 2024. Lo scolmatore del Bisagno permetterà di smaltire direttamente in mare 450 metri cubi al secondo d’acqua che, insieme agli 850 metri cubi al secondo della nuova copertura del torrente, arriveranno a 1.300 metri cubi al secondo complessivi: secondo i modelli statistici, una simile quantità d’acqua potrebbe cadere su Genova una volta ogni 200 anni.

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