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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca Lavagna

Truffa del finto carabiniere: non si accontentano di 15mila euro e ne chiedono altri, arrestati

Un 39enne della provincia di Napoli e un 32enne del casertano sono stati arrestati e condotti in carcere a Marassi

Due truffatori sono stati arrestati dai carabinieri a Lavagna. A dare il via alle indagini sono state due signore ultraottantenni, che si sono recate presso la locale stazione carabinieri per denunciare una truffa da 15mila euro, che avevano patito la mattina precedente e di cui si erano avvedute solo il giorno successivo.

Le due donne, in particolare, hanno raccontato che un uomo, qualificatosi falsamente al telefono come maresciallo dei carabinieri, le aveva contattate, riferendo che un loro nipote aveva causato un grave sinistro stradale e necessitava di soldi per pagare la cauzione. Un secondo complice si era presentato poco dopo alla porta dell'abitazione delle anziane, facendosi consegnare la cifra di 15mila euro in contatti e dandosi poi alla fuga.

Mentre le donne si trovavano in caserma, esponendo l'accaduto ai militari, una delle due è stata contattata nuovamente sul proprio telefono cellulare da un altro finto carabiniere, che, con modi persuasivi e minacce esplicite di più gravi conseguenze, chiedeva di integrare con ulteriore denaro quanto già dato il giorno precedente.

A questo punto, i carabinieri, quelli veri, hanno aspettato i due truffatori sotto l'abitazione delle anziane. I due finti carabinieri, uno della provincia di Napoli di 39 anni e uno della provincia di Caserta di 32 anni, si sono presentati quindi presso l'abitazione delle donne, dopo che uno dei due aveva trattenuto al telefono la vittima per tutto il tempo, così da non darle spazio per ripensamenti o richieste di consiglio e d'aiuto.

I due truffatori sono stati immediatamente arrestati per tentata estorsione dai carabinieri della Stazione di Lavagna e dell’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Sestri Levante, che erano appostati ad attenderli. I due uomini sono stati trasferiti nel carcere di Marassi su disposizione della procura della Repubblica presso il tribunale di Genova.

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