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Profughi, le polemiche "sbarcano" anche a Lavagna

Migranti nell'ex scuola di Santa Giulia, ipotesi smentita ma arrivano i no da più parti

E' solo un'ipotesi, peraltro mai confermata ufficialmente, ma se ne discute in maniera accesa ancor prima che nasca un progetto. Dopo le polemiche sull'accoglienza ai profughi nella centralissima via Venti Settembre a Genova, a Lavagna è spuntata un'indiscrezione che coinvolge la struttura dell'ex scuola di Santa Giulia come possibile rifugio provvisorio per un gruppo di migranti. Dal Comune, commissariato dopo le recenti vicende giudiziarie arrivano smentite, anche se mai ufficiali e soltanto "sottovoce", dal momento che formalmente non risulta alcun progetto per un tale uso dell'immobile. Intanto c'è chi la voce l'ha già alzata, in particolare lo schieramento che possiamo definire dei Centrodestra, anche se questi incasellamenti lasciano il tempo che trovano soprattutto nelle piccole realtà locali. 

«I Comuni del Tigullio e del Golfo Paradiso hanno già dato - hanno attaccato Matteo Rosso, capogruppo in Regione Liguria e coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, e il dirigente provinciale Livio Ghisi - sarebbe davvero pericoloso implementare i siti già dedicati all'accoglienza di immigrati sul territorio sia per le conseguenze sul turismo sia per la sicurezza dei residenti delle comunità del Levante. L'edificio è un lascito di benefattori a uso della comunità locale e attualmente utilizzato come sede di seggio e di riunioni associative. Adibirlo quindi a centro profughi significherebbe snaturarne la vocazione stessa del lascito. Inoltre, il Comune di Lavagna è attualmente sotto commissariamento e pertanto la cittadinanza si trova priva dei propri rappresentanti, di una propria voce democratica di rappresentatività deputata a esprimersi su una decisione che avrebbe indubbie ricadute sul vivere quotidiano dei cittadini di Lavagna. Pensiamo a cosa significherebbe avere, in una zona come Santa Giulia, per altro molto pregevole dal punto di vista naturalistico e paesaggistico perché affacciata, nel verde degli uliveti, sulla baia delle Favole di Sestri, una decina di persone che, come spesso accade, non hanno di che passare tempo e giornate, quindi particolarmente propense a vagabondare o vivere di espedienti. È noto infatti che già molti degli 'ospiti', attualmente circa 120, delle località del Levante stazionino intere giornate davanti a supermercati e negozi mendicando nei centri storici dei nostri borghi o vendano abusivamente merci sulle spiagge. Fatti questi che contribuiscono ad aumentare la percezione dell'insicurezza tra cittadini e turisti, decisamente un pessimo biglietto da visita per le nostre località. Inoltre, la presenza di queste persone, di cui non si sa praticamente nulla, in zone poco abitate e con un elevato numero di anziani residenti, rischia di trasformarsi in un autentico pericolo sociale. Non possiamo accettare questa situazione voluta dal governo a spese dei cittadini: pertanto chiederemo chiarimenti nelle sedi istituzionali competenti». 

Di tenore simile le parole degli esponenti della Lega Nord: «Anziché fare chiacchiere da ombrellone sul burkini, combattiamo tutti insieme per non fare arrivare nuovi immigrati nel Levante. No all’insediamento nell’ex scuola di Santa Giulia a Lavagna. Occupiamoci di non fare arrivare un’altra ondata di immigrati nel Golfo Paradiso e nel Tigullio» hanno aggiunto Alessandro Puggioni, consigliere regionale della Lega Nord, e Gabriele Vecchia, segretario della Lega Nord di Rapallo. 

Non tutti però sono contrari. Tra i primi a replicare, il Comitato Tigullio Possibile: «La Destra è sempre compatta e in prima linea quando si tratta di schierarsi contro chi ci tende una mano, contro chi vive ai margini della società civile. Non abbiamo però visto eguale enfasi e premura sui veri problemi e sul reale degrado morale e culturale che affligge la città di Lavagna» ha detto il portavoce Matteo Brugnoli, facendo riferimento alle sospette infiltrazioni della malavita nel Comune di Lavagna.

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