Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Lavagna

Lavagna, parroco condannato per "campane troppo rumorose". Il Comune: «Noi stiamo con don Stefano»

Il sindaco Gian Alberto Mangiante prende posizione nella lunga vicenda giudiziaria che ha visto condannato l'ex parroco della chiesa di Santo Stefano a risarcire una professoressa per "gravi malesseri cronici"

 

Dopo Bonassola, un altro Comune ligure si trova a fare i conti con una bagarre legata alle campane della chiesa “troppo rumorose”. In questo caso Lavagna, dove l’ex parroco della parrocchia della Madonna del Carmine, don Stefano Queirolo, è stato condannato dopo decenni a risarcire un’ex professoressa che aveva intentato causa per “fortissimi cronici malesseri” provocati dal suono delle campane.

La Cassazione, dopo decenni di tribolazioni giudiziarie, ha stabilito che don Stefano debba versare alla donna, originaria di Milano ma da anni residente a Lavagna, 65.000 euro per risarcirla dei danni lamentati a causa del “perdurare delle emissioni rumorose”. La donna, proprietaria di un appartamento che sorge a poca distanza dalla parrocchia Madonna del Carmine e dalla chiesa di Santo Stefano, a metà degli anni ’80 aveva intentato causa per le “emissioni troppo rumorose”, dando inizio a una lunga querelle culminata proprio l’anno successivo al “pensionamento” di don Stefano, amatissimo dai parrocchiani. In primo grado era stato condannato a risarcire 60.000 euro, in secondo grado 18.000, la Cassazione ha messo un punto fissando la cifra addirittura a 65.000 euro.

Come accaduto anche a Bonassola (dove non si era arrivati in tribunale, però), anche a Lavagna proprio gli ex parrocchiani di don Stefano e non solo sono insorti, invocando una raccolta firme e anche una raccolta fondi per aiutare il parroco a pagare il dovuto. E tra chi ha preso posizione c’è anche il sindaco di Lavagna, Gian Alberto Mangiante, che ha voluto esprimere la sua solidarietà dalla pagina Facebook del Comune.

«Fa male, fa tristezza, fa rabbia ma non abbiamo certo le competenze oggi, a fronte di tre gradi di giudizio, per intervenire sulla decisione della Suprema Corte che ha condannato il nostro don Stefano, ma non possiamo far a meno di ringraziarlo per avere combattuto per così tanti anni per le nostre campane - ha detto Mangiante - Oggi una città ferita e forse incredula si sta stringendo all’unisono intorno al suo ex parroco dimostrando che il volto di questa città passa anche per un semplice suono, il cui veto inesorabilmente fa perdere un pezzettino di quella autenticità che tanto ci contraddistingue e tanto ci inorgoglisce. Grazie don Stefano».

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