Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca San Benigno / Rampa della Lanterna

Lanterna a rischio chiusura, una petizione online per salvarla

Su Charge.org l'appello della Fondazione Labò e dei Giovani Urbanisti, che da un anno si sono accollati i costi di manutenzione e la gestione dello storico simbolo della città: «Se non ci aiutano dovremo chiudere»

Un appello disperato per salvare uno dei simboli di Genova, negli ultimi tempi sempre più trascurato non soltanto dai turisti ma anche dagli stessi genovesi: a distanza di un anno dalla prima minaccia di chiusura, i membri dell’associazioni Giovani Urbanisti - Fondazione Labò scendono in campo con una petizione online per difendere la Lanterna, nuovamente a rischio a causa delle ingenti spese di gestione che a oggi sono quasi totalmente a carico dei volontari che la scorsa estate hanno ottenuto dal Comune l’autorizzazione a occuparsi del faro e del suo parco.

Comparsa sul sito Charge.org lo scorso giugno (quando era fissato il termine della concessione gratuita del Comune alla Fondazione Labò, prorogata poi per altri 6 mesi), la petizione è rivolta a Tursi, all’agenzia del Demanio, alla Città Metropolitana e soprattutto all’Autorità Portuale, l’istituzione che dovrebbe prendersi in carico la gestione della Lanterna dopo il suo passaggio dal Demanio storico-artistico, di cui fa parte ora, a quello Marittimo: in questo modo, spiegano i Giovani Urbanisti, diventerebbe possibile mettere a punto un progetto di valorizzazione e stanziare fondi dedicati in grado non soltanto di occuparsi della manutenzione, ma anche di rilanciare la Lanterna dal punto di vista turistico.

«Ma l'iter di passaggio di competenze al 7 luglio 2015 è ancora in attesa di approvazione», si legge nella petizione, che a oggi conta oltre 1200 sostenitori e punta a raggiungerne almeno 1500: «Senza la prospettiva di una continuità nella gestione e un sostegno da parte pubblica, a oggi la manutenzione del complesso monumentale e la sua apertura sono a forte rischio. L'accessibilità, anziché migliorare, rischia di peggiorare: a causa del dislivello creato dai lavori del nodo di San Benigno, la ricostruzione della passeggiata sarebbe possibile soltanto attraverso soluzioni che impedirebbero l'accesso alla Lanterna ai portatori di handicap».

«I volontari hanno impiegato tempo, energie e anticipato spese perché la Lanterna restasse di tutti, ma gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti non permettono di coprire gli ingenti costi di gestione ordinaria e straordinaria, anche nell'ipotesi della continuazione della prestazione d'opera non retribuita da parte dei volontari», spiegano ormai allo stremo delle forze i Giovani Urbanisti, che negli ultimi tempi hanno garantito, oltre all’apertura ordinaria, anche quella straordinaria 5 sere a settimana, dalle 19 all’una, per permettere lo svolgimento del festival Luci sui Forti, il tutto senza chiedere contributi economici.

«Affinché l’accesso all’area resti libero e pubblico, il lavoro di quest’anno non vada sprecato e la Lanterna torni e resti patrimonio di tutti, chiediamo che si porti a compimento con la massima urgenza la pratica di passaggio al Demanio Marittimo, e che l’Autorità Portuale estenda i suoi servizi di manutenzione e igiene anche alla zone divenute di sua competenza”, concludono i Giovani Urbanisti, chiedendo aiuto a tutti coloro che sono talmente abituati a vedere la Lanterna da non ricordarsi che, oltre che il simbolo di Genova, è anche una testimonianza storica che ha oltre 470 anni.

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