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Lagaccio, bancomat Poste incendiato: spunta un comunicato anarchico

Una presunta rivendicazione anarchica per l'attentato incendiario del 29 giugno

Un attacco nei confronti di Poste italiane, accusate di avere legami con il rimpatrio dei migranti. Su questo indagano gli inquirenti dopo il messaggio comparso su un sito del movimento anarchico che ha pubblicato una presunta rivendicazione di quanto avvenuto in via del Lagaccio lo scorso 29 giugno. Un Postamat, il bancomat delle poste, è stato dato alle fiamme: "Genova 29 giugno - Poste Italiane deporta persone nei lager. Fuoco a ufficio postale in via Lagaccio, postamat distrutto, per solidarizzare con i ribelli e gli evasi dai CIE e coi rivoltosi francesi. Né Stati né frontiere. Ni loi ni travail" si legge su informa-azione.info, dove si fa riferimento a una mail anonima ricevuta. 

Le indagini si sono indirizzate verso gli attivisti No Borders, ritenuti i responsabili anche degli ordigni lasciati davanti alle Poste di Milano, Torino e Genova (con l’ordigno abbandonato davanti alle Poste di Spianata Castelletto lo scorso 8 giugno) per protestare contro la decisione, da parte di Poste Italiane, di mettere a disposizione la loro compagnia aerea per il rimpatrio dei migranti

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