Ladro-podista arrestato dopo l'allenamento a Villa Gentile

Il giorno di San Valentino era riuscito a scappare alla polizia stradale. Ma un portachiavi di una nota società podistica genovese l'ha incastrato e gli agenti l'hanno arrestato al campo di atletica

Era scappato a un controllo a San Valentino, lasciandosi dietro un'auto rubata. Ieri gli uomini della Stradale lo hanno arrestato in pista.

Tutto è iniziato tre mesi fa, esattamente a San Valentino, quando alle otto di mattina una pattuglia della Polizia Stradale di Genova cercava di fermare una Panda gialla.

La vettura subito sembrava arrestarsi ma poco dopo iniziava una fuga che, data l'evidente disparità con la station della Stradale, terminava quasi subito. Nel trambusto il fuggitivo guadagnava quei pochi metri che gli permettevano di dileguarsi a gambe levate, arrampicandosi su un muretto e correndo all'impazzata. Stupiva quanto fosse atletico e scattante quel ladruncolo, sebbene non giovanissimo.

Sul posto rimaneva quella Panda e tutto il suo contenuto: zaini, corde, attrezzi da scasso ed alcuni quaderni, insomma gli attrezzi del mestiere di quello che poteva essere sia un ladro d'auto che un topo d'appartamento. C'era anche un curioso portachiavi di una nota società podistica genovese.

Proprio da questo sono partite le indagini degli agenti della Stradale che non sono rimasti con le mani in mano: un certosino lavoro di riscontri ed incroci faceva emergere sempre più particolari, e l'identikit del fuggitivo si delineava sempre meglio.

Arriviamo a ieri, a Villa Gentile, una pista di atletica che è il campo di allenamento di tantissimi runner della città. Sugli spalti poliziotti della Stradale in borghese non perdono di vista uno di questi: è atletico, sulla cinquantina, corre in gruppo con altri corridori, partecipa a tutte le varie gare che si organizzano, è conosciuto ed apprezzato nell'ambiente, è un ladro.

Sotto la doccia l'uomo, nato a Genova nel 1962, si sente chiamare. Quelle voci, quei volti: l'ultima volta era la festa degli innamorati. Le manette scattano ai polsi e per colui che ufficialmente fa il giardiniere si aprono le porte del carcere di Marassi con le accuse di ricettazione, riciclaggio, violenza, resistenza e porto di oggetti atti allo scasso. In tasca gli viene trovata anche un'altra chiave di un'altra Fiat Panda. Rubata e già recuperata pure questa.

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