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Domenica, 3 Luglio 2022
Cronaca Sestri Ponente / Via Borzoli

Tragedia di Sestri, scritte contro la polizia in via Borzoli: «Jefferson vive»

Sono state scoperte in mattinata da alcuni cittadini, a poca distanza dall'ingresso del palazzo in cui abitava il 22enne rimasto ucciso durante un tentativo di tso finito in tragedia

«Jefferson vive», e ancora «polizia assassina»: è il contenuto delle scritte tracciate in nottata in via Borzoli, a Sestri Ponente, poco distante dall'ingresso del palazzo in cui viveva il 20enne Jefferson Tomalà, il giovane di origini ecuadoriane rimasto ucciso durante un tentativo di tso finito in tragedia.

Le scritte sono state scoperte domenica mattina da alcuni cittadini e segnalate, e sono già stati effettuati i rilievi in attesa della cancellazione. 

La famiglia di Jefferson - la madre Lourdes, i fratelli e la compagna Anggie, mamma della figlioletta di Tomalà - fa intanto i conti con l'esito dell'autopsia: il giovane è stato raggiunto da 6 proiettili, la maggior parte dei quali l'hanno colpito al torace.

A sparare, come è ormai noto, è stato un agente di polizia di 25 anni, che il pomeriggio del 10 giugno è intervenuto nell'appartamento di via Borzoli insieme con i colleghi in supporto al medico del 118, richiesto dalla madre di Jefferson nel timore che il figlio, chiuso in camera con un coltello, potesse farsi del male.

Proprio dentro la camera da letto si è consumata la tragedia: stando a quanto ricostruito sinora nell'inchiesta condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dal pm Walter Cotugno, Tomalà avrebbe più volte chiesto di vedere la fidanzata (con cui aveva litigato la sera precedente) e, sempre più agitato, avrebbe a un certo punto reagito ai tentativi dei poliziotti di immobilizzarlo estraendo un coltello e ferendo prima l'agente 25enne e poi il collega, un sovrintendente di 55 anni, colpendolo più volte al torace. Sarebbe stato in questi concitati momenti che il 25enne avrebbe fatto fuoco, uccidendolo.

La condanna di Toti

Sull’episodio è intervenuto anche il governatore della Liguria, Giovanni Toti: «La Liguria sta con gli agenti in divisa. Senza se e senza ma - ha scritto sui social network - Soprattutto quando rischiano la vita e difendono i colleghi»

Nei giorni scorsi anche il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha preso una netta posizione su quanto accaduto in via Borzoli, facendo visita al poliziotto ferito e ricoverato al San Martino e incontrando anche l'altro agente, quello che ha sparato: «L’agente ferito ha riportato 5 coltellate, di cui due a pochi centimetri dal cuore: è vivo grazie al buon Dio che ha guardato giù e al collega che ha fatto l’unica cosa che doveva e poteva fare, difenderlo dall’assalto. Una morte non è mai una buona notizia, però sosterrò sempre chi lavora in divisa - ha detto Salvini - Capisco il dolore della madre, che ha perso un figlio - ha proseguito Salvini - Ma sono e sarò sempre con le forze dell'ordine: non mi permetto di commentare una mamma che perde il figlio, ma se il figlio non avesse accoltellato 6 volte una persona che stava facendo il suo lavoro oggi sarebbe vivo e vegeto. Altro paio di maniche dotare gli uomini delle forze dell'ordine di ulteriori strumenti, e avrò la fortuna come ministro di iniziare la sperimentazione con le pistole elettriche come in altri paesi europei».

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