Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Bassa istruzione, disoccupazione, prevalenza di stranieri e anziani: le mappe dei quartieri

Il rapporto dell'Istat nell'ambito della commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie

L'Istat ha presentato, nell'ambito della commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, un report dettagliato con molti dati interessanti sulle principali città italiane, tra cui Genova. Si tratta di un aggiornamento di un lavoro svolto nel 2017, ampliato e aggiornato in base alle informazioni del censimento permanente della popolazione e delle abitazioni 2021 e delle innovazioni e avanzamenti realizzati negli ultimi anni. Ecco cosa è emerso. 

Bassa istruzione, disoccupazione, prevalenza di stranieri e anziani: le mappe dei quartieri

Una popolazione di 561.203 persone su una superficie di 240,65 chilometri quadrati, la zona urbana più estesa è Voltri con 34,96 kmq, la più piccola Maddalena con 0,29 kmq, ogni territorio è stato suddiviso in sezioni e sono 26 gli indicatori presi in considerazione per l'elaborazione dei dati e delineare le principali differenze tra le partizioni della città e indentificare le aree dove è più profondo il disagio socio-economico.

I quartieri più popolosi: San Fruttuoso stacca tutti 

La zona urbanistica più popolosa è San Fruttuoso in Bassa Val Bisagno con oltre 20mila abitanti e il 20% della popolazione si concentra in sette zone che superano la soglia dei 12mila, si aggiungono infatti Sestri, Pegli, San Giovanni Battista, Cornigliano, Certosa e San Teodoro. Le zone meno popolate sono (meno di 1.500 abitanti) sono Campi, Bavari e Morego.

Densità abitativa: le differenze tra i quartieri

La densità abitativa di Genova è di 2.332 abitanti per chilometro quadrato, ma ci sono aree dove il dato è veramente molto più alto: a Marassi, San Gaetano, Fereggiano e Maddalena si superano i 21mila abitanti per kmq, a Belvedere, Castelletto e Sant’Agata si oscilla tra i 16 e i 17mila. "Si noti che le zone evidenziate, quando localizzate nella stessa area della  città, sono generalmente contigue tra loro, evidenziando un gradiente spaziale - sottolinea l'Istat nel report - e le aree geograficamente più distanti dal centro, sia a est che a ovest, presentano una  minore densità di popolazione. Infatti, la densità di popolazione minima, inferiore a 325 abitanti per kmq caratterizza Crevari, Multedo, Voltri a Ponente e San 
Desiderio a Levante". 

Una città anziana: i quartieri con i dati più alti

Non è una novità che Genova sia una città anziana, con un notevole sbilanciamento intergenerazionale. Questo emerge anche dal report Istat, che offre anche un'analisi dei quartieri. Il dato cittadino parla di 265  anziani ogni 100 bambini (indice di vecchiaia). L'apice viene raggiunto nella zona di Castagna a levante (391%), Borgoratti (358,8%) e Quinto (346,8%), ma supera i 320 anziani ogni cento bambini anche a Pegli, Multedo e Begato. Più bassi i valori nelle zone centrali. Complessivamente la popolazione giovane, appartenente alla fascia di età fino ai 24 anni, rappresenta il 20 per cento del totale dei residenti. Un'alta incidenza di giovani, circa il 23 per cento, accompagnata da un indice di vecchiaia piuttosto contenuto, che varia da 154,5 a 183,3, si trova tra Certosa, Teglia, San Quirico, Campi, Campasso e Sampierdarena. I valori minimi (fra il 17 e il 18 per cento) a Crevari, Multedo, San Desiderio, Apparizione, Borgoratti, Castagna a Levante e a Begato.

Quanti stranieri ci sono a Genova e dove sono concentrati

A Genova vivono 57.840 stranieri, pari a 103 persone ogni mille abitanti. Le zone più multietniche sono tra centro storico e Sampierdarena, dove il dato raddoppia o triplica. Al Campasso ci sono 291 stranieri ogni mille abitanti, a Sampierdarena 286 e a Campi 272. Valori compresi tra 203 e 262, invece, tra Certosa, Teglia, San Gaetano e Prè. 

Bassa istruzione: l'analisi dei quartieri 

A Genova il 2,6% degli abitanti tra i 15 e i 52 anni non ha la licenza media. "Bassi livelli educativi,  che aumentano il rischio di marginalità sociale e materiale, sono più frequentemente  concentrati nei quartieri con alta presenza straniera" rileva l'Istat. In particolare a Campi l'indice supera di tre punti la media cittadina (andando intorno al 5,6%), valori simili anche nelle zone limitrofe come Campasso (5,4%) e Cornigliano (4,4%). Alti anche a Teglia e poi nel centro storico tra Prè e Maddalena, tra il 4,1 e il 5,1%. 

I giovani che non vanno oltre la licenza media

I giovani tra i 18 e i 24 anni che dopo la licenza media non hanno proseguito il percorso di studi sono il 13,8%. Il fenomeno è particolarmente rilevante in alcune aree ad alta presenza straniera, fra le quali il Campasso, dove oltre un giovane ogni quattro (25,2 per cento) non va oltre la licenza media.  Anche a Sampierdarena, Pre', Cornigliano e Certosa i giovani che hanno raggiunto al massimo la licenza media si collocano fra il 21% e il 25%. Fenomeno rilevante, infine, a Ca' Nuova (23,9%) e a Begato, (21,8%), si accompagna a una contenuta diffusione di titoli di studio secondari di secondo grado e terziario tra la popolazione adulta. 

I quartieri con alto livello di istruzione

Le zone con il maggior numero di diplomati sono Castelletto, Manin, San Giuliano, Puggia, Albaro, Lido, e Quartara, un dato che oscilla tra l'86,8% e l'89% a fronte di una media cittadina del 73%. 

Disoccupazione alta: i quartieri più in difficoltà

"Le aree con bassi livelli educativi spesso sono anche più sfavorite nel mercato del lavoro - scrive l'Istat - presentando alti tassi di disoccupazione e tassi di occupazione contenuti". Alto tasso di disoccupazione (tra il 10 e il 13,7%) a Ca Nuova, Campi, Campasso, Cornigliano, Sampierdarena, Bolzaneto, Pre’ mentre la media genovese è del 7,9%. Al contrario i quartieri con il più alto tasso di occupazione sono Foce, Apparizione, Borgoratti, San Martino, Sturla, Quarto e Quartara (tasso di occupazione dal 73 al 75%).

Giovani che non studiano o non lavorano: 18% a Genova, valori più alti in periferia 

Ogni cento giovani 18 a Genova non studiano e non lavorano. Un dato preoccupante, che però sale ulteriormente in alcuni quartieri: a Ca' Nuova sono 28, a Campi, Cornigliano, Campasso, Pre', Certosa, Bolzaneto, Lagaccio, Molo e Teglia tra 21 e 25.

Disagio economico: dove vivono le famiglie in difficoltà

In molte delle stesse aree vi è anche un’alta presenza di famiglie con potenziale disagio economico (in cui persona di riferimento ha fino a 64 anni e nessun componente è occupato o ritirato dal lavoro). In particolare, nelle zone di Ca Nuova (3,5%), Campi (3%), Teglia (2,1%), Morego (2,1%), Sampierdarena (2%) e Borzoli (2%).

Lavoro precario: i dati 

A Genova il dato sul lavoro precario è dell'1,4%, con maggiore intensità, tra il 2,3 e il 2,7%, nelle aree con maggior tasso di disoccupazione e bassa istruzione, come per esempio Cornigliano, Campi, Campasso e Sampierdarena.

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