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Iren e Switch, i lavoratori in crisi "invadono" Tursi: «Vogliamo risposte»

Giornata di protesta per i dipendenti delle due aziende, che preoccupati per il loro futuro occupazionale si sono riversati sugli spalti del Comune

Giornata di protesta per i lavoratori delle aziende genovesi: questa mattina i dipendenti di Iren si sono riversati sugli spalti della Sala Rossa di Tursi per partecipare alla commissione consiliare indetta proprio per discutere del futuro dell'azienda, e intorno alle 11 sono arrivati in via Garibaldi anche i lavoratori di Switch, l'azienda appaltata di Amiu che nei giorni scorsi ha fermato la raccolta di carta e cartone dopo gli arresti di alcuni dirigenti e lo scandalo che ha investito la municipalizzata genovese nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione dei rifiuti.

I dipendenti Iren protestano in particolare sulla decisione da parte dell'azienda di riorganizzare il servizio, con una delocalizzazione che avrebbe pesanti ripercussioni sull'occupazione sul territorio regionale, e sulla totale mancanza di comunicazione con l'azienda, puntando il dito contro lo stop alle assunzioni, dimostrazione, secondo i sindacati, dell'intenzione di esternalizzare il servizio. La tensione è cresciuta intorno alle 12, quando la giunta ha suggerito di rimandare il dibattito per lasciare spazio ai lavoratori Switch, una decisione duramente contestata con fischi e proteste dai dipendenti Iren: «Da qui non ce ne andiamo».

Al termine del l'audizione dei consiglieri a prendere la parola è stato Francesco Profumo, presidente di Iren, che ha proposto come soluzione per la questione appalti l'istituzione di una commissione sul tema della legalità, come già avvenuto a Reggio Emilia: «Nel corso dell'assemblea del 2013 ci era stato chiesto di attivare dei comitati territoriali, cosa che abbiamo messo in atto dalla fine del 2014 e attivato nel 2015, prima a Piacenza, poi a Reggio Emilia, Parma e Torino e infine a Genova. Nell'ambito del comitato territoriale di Reggio ci è stato chiesto di costituire una commissione sul tema della legalità, ed è stato avviato un rapporto interessante che ha portato alla progressiva riduzione di appalti al massimo ribasso in favore di gare con condizioni più vantaggiose. L'idea è quella di aprire anche a Genova un gruppo di lavoro che si occupi di legalità, sempre che se il nostro azionista lo ritenga una soluzione opportuna e fattibile».

Per quanto riguarda invece le assunzioni, Antonio Andreotti, responsabile risorse umane Iren, ha sottolineato che «le assunzioni in azienda sono molto varie, il gruppo è multi regionale. A Genova non abbiamo impoverito, sono stati assunti tre dirigenti. Basta guardare i numeri: negli ultimi tempi abbiamo scelto di assumere molti giovani, mentre i meno giovani sono stati stabilizzati, ma anche in questo caso si tratti di pochissimi casi, una decina su Genova. I nostri rapporti di lavoro sono tutti a tempo indeterminato, così come i contratti di apprendistato. L'obiettivo è arrivare a non avere neppure un rapporto di somministrazione entro il primo quadrimestre del 2016».

Le risposte dell'azienda non hanno però convinto lavoratori e sindacati, con Danilo Rebora che ha sottolineato come «al termine della discussione non ci sia ancora una dichiarazione formale di riapertura della trattativa sulla riorganizzazione». Sono arrivate proteste dagli spalti e dagli stessi consiglieri: «Inutile spostare il tutto all'incontro del 16 marzo a Reggio Emilia - ha fatto sapere Gian Piero Pastorino - Abbiamo bisogno di un confronto territoriale e locale su Genova».

«Su temi di gruppo si parla a livello di gruppo, a Genova si parla di problematiche legate a Genova - hanno replicato i rappresentanti dell'azienda - A oggi la questione riguarda tutto il gruppo, ed è per questo che il tavolo di discussione è stato organizzato per il 16 a Reggio Emilia».

Da parte dell'assessore all'Ambiente, Italo Porcile, c'è stato invece un rinvio del dibattito a un'altra commissione alla presenza di giunta, consiglio, sindacati e rappresentanti aziendali per lasciare spazio alla vertenza Switch, e un ringraziamento ai lavoratori per la condotta tenuta in Sala Rossa: «Qui siamo abituati ad altri comportamenti, e dunque ringraziamo i lavoratori che ci hanno fatto lavorare. Non conosciamo come giunta la situazione delle altre realtà regionali, ma ci facciamo carico di chiedere all'azienda maggiore chiarezza sulla situazione locale».

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