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A 200 chilometri all'ora sull'A7 con la polizia alle calcagna

Tutto sembrava fuorché un ladro d'auto ma giacca e cravatta non sono bastati a evitare le manette dopo un rocambolesco inseguimento, prima sull'autostrada A7 e poi per i paesi del basso Piemonte

Tutto sembrava fuorché un ladro d’auto ma giacca e cravatta non sono bastati a evitare le manette ad Antonio Lasalandra, arrestato a Novi Ligure da una pattuglia della Polizia Stradale di Genova Sampierdarena nella notte tra sabato e domenica.

A tradirlo è stato un banale incidente nei pressi di Genova Bolzaneto e la conseguente fuga alla quale hanno posto fine gli agenti dopo un lungo inseguimento.

Antonio Lasalandra, 57 anni pluripregiudicato di Tursi (MT), alla guida di una Range Rover Sport da 250 cavalli del valore di circa 80 mila euro, risultata poi rubata poche ore prima nella provincia di Massa, correva indisturbato verso Milano; giunto all’altezza del casello di Genova Bolzaneto urtava in maniera lieve un veicolo dandosi immediatamente alla fuga dopo aver imboccato l’autostrada A7 in direzione del capoluogo lombardo.

L’auto veniva intercettata da una pattuglia della Polizia Stradale di Genova Sampierdarena nei pressi di Vignole Borbera e continuava la sua fuga tra curve gallerie e viadotti a folle velocità, oltre 200 km/h, nonostante i tentativi di fermarla.

Il conducente fingeva anche di fermarsi all’interno di un’area di servizio ma, non appena gli agenti aprivano le portiere, ripartiva sgommando.

L’inseguimento continuava così in direzione nord fino a quando la Rover imboccava la “bretella” di collegamento tra la A7 e la A26, dirigendosi quindi verso Novi Ligure (AL). Qui il Lasalandra decideva di abbandonare l’autostrada per cercare di far perdere le sue tracce nel buio hinterland del basso Piemonte.

Continuando la sua folle corsa attraversava Basaluzzo, Predosa e Casalcermelli, sempre con quelle luci blu alle calcagna. Finalmente, nella zona industriale di Castellazzo Bormida, gli agenti riuscivano ad acciuffarlo costringendolo a fermarsi dentro un deserto e buio distributore self service. Inviati dalla Centrale Operativa di Genova, che via radio seguiva il tutto, arrivavano anche i colleghi della Stradale di Ovada.

L’uomo è stato arrestato e processato per direttissima; a bordo dell’auto rubata è stato ritrovato uno jammer, un moderno congegno che impedisce le comunicazioni elettroniche solitamente usato dai malviventi per inibire il funzionamento dei radiocomandi, questo al fine di introdursi poi nell’abitacolo dell’ autovettura rimasta così aperta.

La condanna inferta stamane al Lasandra punisce la fuga, ovvero la resistenza. Per gli altri capi di imputazione, come la ricettazione di quel veicolo, ci saranno altri processi.

Il proprietario del Range Rover è stato contattato proprio mentre si trovava in un comando di Carabineri del suo paese per sporgere denuncia del furto: «già fatto?» avrebbe sussurato ai militari.

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