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Cronaca

Infiltrazioni mafiose nei cantieri edili: undici arresti

Le indagini svolte dai carabinieri genovesi hanno portato all'arresto di Giovanni Barone, indagato per associazione di tipo mafioso, riciclaggio internazionale, trasferimento fraudolento di valori e truffa internazionale

Undici persone  sono state arrestate dai carabinieri mercoledì 25 gennaio 2023, in Italia e all'estero, nell'ambito dell'operazione 'Rinascita 3-Assocompari', costola dell'indagine 'Rinascita-Scott' attraverso la quale sono state smantellate numerose cosche calabresi. 

Al centro dell'ultima indagine, portata a termine dai carabinieri del Ros e coordinata dalla Dda di Catanzaro, è emersa la figura di Giovanni Barone indagato come affiliato al clan Bonavota di Sant'Onofrio per associazione di tipo mafioso, riciclaggio internazionale, trasferimento fraudolento di valori, truffa internazionale e altri reati. 

Le indagini svolte dal nucleo investigativo di Genova lo hanno individuato come "persona di assoluto interesse". Dopo alcune vicende che lo vedevano coinvolto in Lombardia (2008-2009) e Veneto (2010-2012), i militari hanno documentato i suoi tentativi di infiltrazione della cosca Bonavota in lavori edili svolti nella provincia di Genova, grazie all’intermediazione di quelli che sarebbero i rappresentanti del clan sul territorio genovese: Onofrio Garcea e Davide Garcea, il primo era detenuto ma in stretto contatto con il figlio che "operava sul campo".

I carabinieri genovesi, attraverso intercettazioni e pedinamenti, hanno documentato incontri con importanti esponenti della cosca Bonavota provenienti dalla Calabria, tutti colpiti da ordinanza di custodia cautelare nell'ambito dell'indagine principale, 'Rinascita-Scott', con l'obiettivo di riciclare denaro, soprattutto attraverso l’edilizia. Giovanni Barone, secondo gli inquirenti, interveniva agli ordini della cosca Bonavota utilizzando aziende italiane sotto il suo controllo e alcune società con sedi in Inghilterra (Liquid finance limited) e Ungheria (Umbrella corporation kft).

"Durante la riunione di coordinamento presso la direzione nazionale antimafia di Roma  - spiegano i carabinieri - anche in considerazione dei numerosi fronti di riciclaggio posti in essere da Giovanni Barone, sia in italia che all’estero, i risultati delle indagini sono stati trasmessi al Ros che ha proceduto all'arresto insieme alle altre persone collegate alle attività illecite".

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