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Sette anni indagato, anche da morto

Il giudice ha ritenuto estinto il reato di estorsione perché la persona indagata è deceduta. Ma quello che colpisce è che prima di essere arrivati al giudizio definitivo ci sono voluti sette anni. Il processo era iniziato nel lontano 2003

Genova - La sentenza ha ritenuto estinto il reato di estorsione perché la persona indagata è deceduta. Ma quello che colpisce è che prima di essere arrivati al giudizio definitivo ci sono voluti sette anni, durante i quali il commerciante finito a processo è rimasto indagato, nonostante la morte.

Questa storia che ha dell'incredibile si è conclusa ieri, martedì 8 gennaio 2013. Il rinvio a giudizio per l'imputato è arrivato solo a settembre 2012 e il mese successivo è stata fissata la data per l'udienza. A quel punto il legale dell'accusato ha fatto pervenire al gip il certificato di morte del suo assistito.

Tutto ebbe inizio nel lontano 2003, quando il gestore di una pizzeria denunciò il commerciante, ritenendo di essere stato minacciato per alcuni mancati pagamenti. Ma la morte dell'imputato non ha fermato la giustizia, che, come si sa, deve fare il suo corso, fra avvicendamenti dei magistrati titolari della vicenda e ritrdi vari. Insomma, un processo che poteva andare in archivio sette anni fa è rimasto aperto fino a ieri. Ora finalemente il commerciante deceduto potrà riposare in pace.

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