Incidenti stradali mortali, Genova seconda in classifica

Genova è tra le città che registra più vittime della strada (nella classifica nazionale è superata solo da Bergamo): nel 2019 il numero di morti per 100mila abitanti sono stati 8,3

Foto d'archivio

In occasione della Giornata mondiale delle vittime della strada, lunedì 16 novembre 2020 Legambiente ha presentato il Dossier La sicurezza stradale nelle città. I dati analizzati restituiscono un Paese dove gli incidenti stradali mortali continuano a essere troppi: nel 2019 in Italia si sono verificati 172.183 incidenti con 3.173 vittime e 241.384 feriti tra cui 35 vittime tra i bambini (sino a 14 anni), 158 tra i ragazzi tra i 15 e i 19 anni. Nelle aree urbane gli incidenti sono stati 127.000, 1.331 i morti e 168.794 i feriti.

In Liguria il dossier fotografa una situazione preoccupante: Genova è tra le città che registra più vittime della strada (nella classifica nazionale è superata solo da Bergamo): nel 2019 il numero di morti per 100mila abitanti sono stati 8,3 mentre le altre province della Liguria registrano: Imperia 6,1; La Spezia 6,2 e Savona 7,3.

Va un po' meglio se guardiamo il tasso di auto circolanti che a Genova sono 47 ogni 100 abitanti, la seconda città più bassa d’Italia, ma a fronte di poche strade pedonalizzate, sono solo 0,18 mq/abitante: l’equivalente di due fogli A4 messi uno al fianco dell’altro, per abitante.

Il costo sociale nazionale calcolato dall'Istat è stato pari a 16,9 miliardi di euro, mentre per le sole città, dove si registra la maggior parte degli incidenti anche se meno mortali, il costo sociale è stato stimato in 10,5 miliardi. 

Da questi dati nasce la decisione di Legambiente di aderire alla giornata internazionale dedicata alle vittime degli incidenti stradali (domenica 15 dicembre) e di dedicare la giornata di lunedì 16 ad iniziative ed appuntamenti (anche virtuali) al tema della sicurezza stradale. Alle 18 sulle pagine social dell’associazione ci sarà un webinar per fare il punto sull’obiettivo 11 dell’Agenda Onu 2030 con esperti del settore.

Il 'Piano Nazionale Sicurezza Stradale 2020' lanciato nel 2010, aveva l'obiettivo di dimezzare la mortalità in strada entro quest'anno (quindi registrando non più di duemila vittime) e di azzerare quella dei bambini. Di fatto, però, nel 2019 abbiamo contato ben 3.173 vittime tra cui 35 bambini. Quindi, l’obiettivo non verrà raggiunto, nonostante il lockdown, con l'85% in meno dei chilometri percorsi nei due mesi passati in casa questa primavera e la riduzione della mobilità indotta dalla pandemia.

«Il rischio di incidente mortale è direttamente proporzionale all'impatto: a 50 km/h è superiore al 50%, a 30 km/h meno del 10%. Per questo chiediamo agli amministratori locali di rendere pubblici e aggiornati i riferimenti ai dati del nostro Dossier sulla geolocalizzazione degli incidenti - spiega Federico Borromeo, direttore di Legambiente Liguria - dobbiamo iniziare a cambiare le nostre città proprio da quelle strade e da quelle piazze che sono le più pericolose».

«Le nostre città devono trasformarsi e dare sempre più spazio alle “strade 30” dove si limita la velocità a 30 km all’ora - continua Borromeo - attorno ad ogni scuola si deve istituire una “zona scolastica”, con aree pedonali, divieti di circolazione e sosta. Come a Parigi dobbiamo dimezzare lo spazio pubblico destinato oggi esclusivamente alle auto in sosta o alle carreggiate degli autoveicoli  - spiega Borromeo - ma non solo, dare spazio alle piste ciclabili e alle aree pedonali».

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