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Investito e ucciso sulla A7, arrestato il pirata della strada

Si chiamava Lorenzo Torre e aveva 42 anni e due bambini piccoli l'uomo travolto e ucciso sull'autostrada A7. Arrestato il pirata della strada, è un cinquantenne di Ronco Scrivia

Si chiamava Lorenzo Torre e aveva 42 anni e due bambini piccoli che stanotte dormivano mentre il padre, alle 01:30, saliva sul suo carro attrezzi a Savignone (GE) ed andava a soccorrere una macchina rimasta in panne sul l'autostrada A7, poco dopo Busalla (GE).

Lorenzo era il titolare del soccorso stradale ed officina Aci Torre e da circa vent'anni lavorava in quel tortuoso e pericoloso nastro d'asfalto, sotto il sole o con la neve, a togliere gli automobilisti dagli impicci.

Ieri sera alle 1.40 ha trovato la Renault Laguna che aveva bisogno di lui in corsia di emergenza e con la sua divisa gialla e tutti i lampeggianti accesi del suo carro stava iniziando a recuperarla.

Qualche minuto una macchina lo travolgeva scaraventandolo 50 metri più in lá, uccidendolo.

Un camionista che passando poco prima aveva visto Lorenzo lavorare veniva sorpassato poco dopo a tutta velocità da una utilitaria grigia con evidenti danni sulla parte anteriore, la vedeva poi uscire al casello di Isola del Cantone.

Le pattuglie della Polizia Stradale di Genova erano intanto arrivate sul posto constatando il decesso e chiudendo l'autostrada per i rilievi del caso, i rilievi dell'incidente mortale di Lorenzo, un amico che per vent'anni ha lavorato al loro fianco ogni volta che in autostrada c'erano dei problemi.

Bisognava trovare il pirata che era scappato ed a quel punto il camionista, sentita la notizia dell'incidente su Isoradio, faceva mente locale ed avvisava la Polizia di quello che aveva visto.

Gli Ispettori della Stradale verificavano quali e quante macchine fossero uscite al casello di Isola del Cantone in quei minuti ed il cerchio iniziava a stringersi: alle 4 di notte suonavano al campanello di E. C., un cinquantenne disoccupato residente a Ronco Scrivia con suo padre ottantenne.

Il pirata subito non apriva la porta e dopo mezz'ora scendeva in pigiama fingendo stupore. Messo davanti ai fatti accompagnava gli uomini della Stradale in un suo garage dove aveva già nascosto la sua Fiat Punto nuova di zecca sulla quale erano evidenti i segni dell'investimento, dalla quale ancora pendevano brandelli di carne di Lorenzo.

Mentre si giustifica balbettando di aver urtato un muretto per lui scattava immediato l'arresto per omicidio colposo e omissione di soccorso.

L'autostrada, senza Lorenzo, riapriva alle 5.30.

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