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Lamborghini Gallardo distrutta, 22enne di Genova s'inventa rapina

Con un amico al fianco entra in autostrada a Genova Est. Prima, seconda e terza ed è già contro il muro. Abbandonata l'auto, avvisa polizia nel tentativo di intascare soldi assicurazione. Scatta la caccia a due banditi mascherati

Genova - Per fortuna non si è fatto male nessuno. Già perché vedere un così bel gioiellino finire in quel modo dispiace proprio. Lei è una Lamborghini Gallardo bianca, uguale a quella sequestrata dalla polizia stradale giovedì 12 aprile 2012.

I fatti. Quella appena trascorsa non è stata una bella nottata per A.B., un giovane commerciante di auto genovese, che si ritrova questa mattina con una Lamborghini in meno e due denunce penali.

Ieri sera, lunedì 16 aprile 2012 verso le 23.30 A.B., commerciante genovese di 22 anni, con a fianco un  amico, mette in moto la sua fiammante Lamborghini Gallardo bianca presa in leasing da qualche giorno. Un veicolo il cui valore si aggira intorno ai 220 mila euro.

Imboccata l'autostrada a Genova Est prende in direzione ponente. Il rombo del motore è irresistibile e l'autostrada, a quell'ora deserta, invita a lanciare al massimo tutti quei cavalli. L'inesperto pilota ormai lanciato a folle velocità perdeva il controllo del bolide già nella prima galleria incontrata, quella che attraversa il Monte Sperone.

Dopo vari testacoda e con la carrozzeria ormai accartocciata, gli airbag esplosi e i vetri infranti, la Lamborghini si fermava di traverso sulla corsia di marcia.

Incurante della pericolosità della situazione, soprattutto per i veicoli che potevano sopraggiungere e trovarsi davanti quell'inaspettato ostacolo, A.B. e l'amico scappavano a piedi dalla galleria, scavalcando la rete dell'autostrada e allontanandosi con un taxi non prima di aver chiamato le forze dell'ordine denunciando e allarmando le volanti di tutta la città inventandosi di aver subito poco prima una rapina in piazza Alimonda dove lui e un amico sarebbero stati spintonati da due uomini a volto coperto che avrebbero poi sottratto loro l'auto.

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Mentre le ricerche dei fantomatici rapinatori si facevano serrate A.B. finiva l'opera dandosi appuntamento con un conoscente a cui spiegava il 'copione' da recitare prima di entrare negli uffici della polizia per presentare formale denuncia. Il suo passeggero nel momento dell'incidente, intanto, se ne tornava a casa incolume.

Gli ispettori della polizia stradale, che nel mentre avevano recuperato la vettura abbandonata in galleria, non ci vedevano chiaro in tutta la vicenda, soprattutto in base agli orari riferiti, e avvalendosi delle telecamere autostradali e del prezioso aiuto degli specialisti della scientifica smontavano pezzo per pezzo la storiella inventata da A.B. che alla prime luci dell'alba crollava e confessava, così come facevano i suoi complici poco dopo.

Perché il giovane e sprovveduto commerciante di auto genovese si sarebbe inventato tutta questa storia allarmando per una finta rapina mezza città e lasciando una macchina in mezzo a una galleria in autostrada? Semplicemente perché, avendo danneggiato in modo così grave quella costosa vettura, solo in caso di furto avrebbe ricevuto da parte dell'assicurazione un indenizzo pari all'intero valore del mezzo.

Una denuncia per simulazione di reato, una per calunnia e il sequestro penale dalla Lamborghini: questo l'esito della folle notte di un ventiduenne che a bordo di un bolide voleva scappare dalle sue responsabilità.

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