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Uccisa dall'autobus a Brignole, nessun segno di frenata sull'asfalto

L'autista del mezzo pubblico ha riferito alla Municipale di aver tentato di frenare, ma senza esito, come se l'impianto frenante dell'autobus fosse guasto. Ma alcuni testimoni parlano anche di una partenza repentina e di un litigio, avvenuto poco prima

Potrebbe essere interrogato già questa mattina il 52enne autista dell'autobus, che ieri ha travolto, uccidendola, la 43enne Chiara Costa a Brignole. Il pubblico ministero Giuseppe Longo ha disposto il sequestro dei due veicoli coinvolti nell'incidente e accurate verifiche, soprattutto sul bus dopo che il conducente ha riferito di aver provato a frenare, ma senza esito.

Chiara Costa, figlia di Giovanni Battista 'Bacci' Costa, uno dei fondatori di acquario e Costa Edutainment, lavorava come assistente sociale nel centro servizi Medio Levante e si occupava di minori in difficoltà. Ieri mattina si stava recando al lavoro sul suo scooter quando il bus l'ha agganciata e trascinata per decine di metri, senza lasciarle scampo.

Stando a quanto ricostruito finora, la donna viaggiava nella stessa direzione del bus e si trovava davanti a esso dal lato sinistro. Poi una partenza repentina dell'autista e l'impatto fatale. Un testimone ha raccontato agli agenti della sezione infortunistica della polizia municipale che il conducente del mezzo pubblico, poco prima aveva litigato con un altro motociclista.

Solo dopo il via libera del magistrato, i familiari potranno fissare la data dei funerali. La vittima lascia il marito e quattro figli fra gli 11 e i 17 anni. Il guidatore dell'autobus è indagato per omicidio stradale. Dopo l'incidente è stato sottoposto ai test per accertare l'eventuale presenza di alcol o droghe ed è risultato negativo.

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