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Ventiduenne tampona in autostrada, nella fuga travolge scooter

Un ventiduenne ha imboccato con la sua auto l'autostrada direzione Voltri. Nel tragitto il giovane ha accusato un colpo di sonno finendo per tamponare un automobilista. Il giovane si è dato alla fuga durante la quale ha travolto uno scooter

Genova - Rocambolesca mattinata per un ventiduenne genovese che, incensurato, è tornato a casa con due denunce, una patente in meno e la macchina danneggiata.

Sono le 7.30 quando P.N. (queste le iniziali del giovane) a bordo della sua Polo imbocca l'autostrada, al suo fianco un'amica che deve riportare a casa nei pressi di Voltri.

Ma appena prima di uscire al casello della delegazione dell'estremo ponente genovese N. viene colto da un colpo di sonno (questo poi gli costerà anche una revisione della patente per accentarne i requisiti psico-fisici utili alla guida) e sfortuna vuole che a farne le spese, nello scenario di un'autostrada A10 a quell'ora semideserta, sia un trentenne a bordo di una piccola utilitaria che viene tamponato.

Nulla di grave e il buon senso di entrambe li porta a decidere di spostarsi fino al casello, anche se N. inizia a essere insofferente e, lui che la patente l'ha appena presa, a essere spaventato per ciò che ai suoi occhi ha appena combinato.

Probabilmente ha spesso letto o sentito parlare, soprattutto in questi ultimi anni, di gente che scappa dopo gli incidenti e adesso, un pò la paura di quell'individuo che ha tamponato e che ora al casello gli sta chiedendo con poco garbo "ma che cosa accidenti fai?" ed un po' immaginando chissà quali pene o multe lo attendono, N. decide di premere sull'acceleratore e tentare la fuga da quella sgradita realtà.

Nel frattempo le pattuglie della Polizia Stradale di Sampierdarena ricevono la notizia e si dirigono verso il luogo dell'incidente.

N. sta fuggendo verso levante, verso Prà, tallonato da quell'utilitaria che ha tamponato in autostrada e il cui conducente comunica alla Polizia Stradale ciò che sta avvenendo. La pattuglia dalla Polizia Stradale, giunta a Voltri, si lancia verso Prà.

N. sta perdendo la testa e, prima di girare nella fascia di rispetto dove ha intenzione di posteggiare la sua Polo "camuffandola" tra le tante auto lì posteggiate, non si accorge di quel motorino che sta percorrendo lento la sua strada.

Sorpassandolo veloce lo urta facendolo rovinare a terra, il conducente cadendo si rompe un dito (così reciterà poi il referto medico) ed a quel punto viene avvisata anche la squadra infortunistica della Polizia Locale.

N. scappa anche da quest'altro incidente il cui urto, tra l'altro, pare  faccia ingoiare alla sua passeggera dei frammenti di vetro provenienti proprio dal suo parabrezza imploso nell'urto con il manubrio del motorino, ma sono tuttora in corso accertamenti medici.

Il conducente dell'utilitaria non perde di vista N. e quando quest'ultimo lascia la sua Polo nel posteggio della fascia di rispetto di Prà lo invita a tornare dal conducente del motorino che è rimasto lì sull'asfalto a causa sua.  

Tale invito lo formalizzano in maniera più ufficiale la pattuglia della Polizia Stradale e quella della Polizia Locale che  arrivano sul posto di lì a poco e definiscono ciò che è accaduto.  

Prestati i dovuti soccorsi ai feriti, ovvero al conducente dell'utilitaria, a quello del motorino ed alla passeggera di P.N., quest'ultimo viene accompagnato negli uffici della Polizia Stradale di Sampierdarena dove agli agenti non resta che denunciarlo per fuga a seguito di incidente con feriti ed omissione di soccorso, oltre a sospendergli la patente per più di un anno.

I motivi che hanno spinto N. a cacciarsi in questa brutta avventura risiedono nella sua paura di affrontare fatti che, probabilmente, un giovane ventenne reputa più grossi di lui. N. era in regola con i documenti del veicolo, con quelli assicurativi e i test etilometrici davano esito negativo.


Avere la patente, condurre un veicolo, vuol dire anche sapersi assumere le proprie responsabilità in casi come questi. Tutt'altro invece c'era scritto nei verbali che N. aveva in tasca quando, in tarda mattinata, lasciava la caserma di Sampierdarena seduto dietro, sulla macchina dei suoi genitori.

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