Incidente sulla A12: due morti, autostrada riaperta dopo 7 ore

«Più lavoro, meno sicurezza, salari da fame, nessuna formazione, questo è lo stato in cui versa oggi il settore autotrasporto»: il commento della Cgil

È stata riaperta dopo ben 7 ore la A12, dopo il tragico incidente di ieri - giovedì 11 aprile - in cui sono morte due persone.

Cosa è successo

Intorno alle 13,50, un tir che procedeva in direzione Genova ha sbandato, invadendo la carreggiata opposta per poi schiantarsi contro una bisarca carica di auto. Le due persone a bordo del tir sono morte. In entrambe le direzioni è stata disposta la chiusura del tratto interessato (tra Lavagna e Sestri Levante), riaperto poi dopo 7 ore e mezza.

Video: le drammatiche immagini dell'incidente

Gli aggiornamenti

Il tratto chiuso, come scritto sopra, è stato riaperto ieri in serata. Attualmente, in quel punto, gli automobilisti procedono ancora su una corsia sola - in attesa del completamento dei lavori di ripristino della carreggiata - ma comunque il traffico è riaperto sia per chi viaggia verso Genova sia per chi guida verso La Spezia. L'uscita di Lavagna è stata chiusa per chi proviene da Genova: si consiglia di uscire al casello di Chiavari.

Le vittime

L'incidente ha causato la morte dei duo uomini a bordo del tir che ha sbandato, finendo nella carreggiata opposta: si tratta di Lorenzo Borgonovo, 49 anni, di Albenga, padre di due figli, e Tarsio Muniz De Andrade, di origini brasiliane, 24 anni, che lavoravano per la Pizzo Trasporti, azienda savonese.

La Cgil: «Estremo degrado nel settore dell'autotrasporto»

La Filt Cgil parla della tragedia in un comunicato in cui cita anche l'incidente di ieri sulla tangenziale di Torino - in cui un altro mezzo pesante ha perso il controllo finendo a cavallo delle due carreggiate - e gli altri due sempre di ieri sulla A4, nuovamente riguardanti tir.

Il sindacato, «nell’esprimere il proprio cordoglio alle famiglie colpite da questo grave lutto, continua con fermezza a denunciare e condannare l’estremo degrado che il settore autotrasporto da anni ormai attraversa. La battaglia per accaparrare lavoro dalla committenza, cioè trasportare la merce, passa attraverso l’asta al ribasso del trasporto stesso, con il risultato che una certa “imprenditorialità malata” recupera sulla pelle dei propri dipendenti il mancato guadagno che non è stata in grado di contrattare. I risultati quali sono? Questi: disastri e morti».

Filt Cgil, nella nota firmata da Marco Gallo, coordinatore regionale Filt Cgil Liguria Settore Merce e Logistica e Leonardo Cafuoti, responsabile Filt Cgil Genova Settore Merce e Logistica, continua:

«La mancata applicazione del Contratto nazionale, contratti di somministrazione, agenzie interinali italiane e non, che offrono lavoratori praticamente gratis, senza tutele, senza coperture previdenziali, dumping salariale, questo fa il business del trasporto nell’Europa del terzo millennio. E in tutto questo la sicurezza sul lavoro, le sue norme, il rispetto della vita di chi guida per lavoro e di tutti gli utenti della strada dov'è? Basta con l’improvvisazione, basta con lo sfruttamento dei lavoratori di questo settore, turni di guida massacranti 9/10 ore al giorno al volante quando va bene, quando non vengono spinti da chi li utilizza a sforare ampiamente questi già massacranti turni di lavoro. L’Europa dei trasporti deve cambiare atteggiamento; solamente pochi giorni fa siamo usciti vincitori da una battaglia sostenuta insieme ad ETF, il sindacato europeo al quale anche la Filt Cgil aderisce, contro il tentativo della Commissione Trasporti Europea di ridurre drasticamente i tempi di riposo settimanali degli autisti ed estenderne i tempi di guida/lavoro.

E nonostante tutto ciò, nonostante si continui quotidianamente a morire, qualcuno in Europa ancora prova a tagliare diritti.

Più lavoro, meno sicurezza, salari da fame, nessuna formazione, questo è lo stato in cui versa oggi il settore autotrasporto.

Amaramente riscontriamo quanto il grave problema dello sfruttamento sia contesto da tenere sotto le righe in quanto leggiamo che le cause del grave incidente mortale sarebbero da ricondursi ad un guasto meccanico, un malore improvviso o l’elevata velocità senza alcun accenno a stanchezza, sfinimento.

Rispetto delle regole, professionalità, competenza, formazione, questi gli strumenti da adottare, occorre qualità affinché nel settore, così fortemente a rischio di incidente, si riesca a mettere al primo posto la sicurezza e la dignità dei lavoratori sui luoghi di lavoro.

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