Incidente di Quezzi, una passeggera della Bmw confessa: «C'ero anche io a bordo»

La giovane si è autodenunciata alla Questura, ammettendo di essere presente a bordo dell'auto che ha travolto quattro ragazze in piazzetta Pedegoli e si è poi data alla fuga

C’è una seconda indagata per il terribile incidente di sabato sera avvenuto a Quezzi. Si tratta di una ragazza, che ha ammesso di sua spontanea volontà che sì, c’era anche lei a bordo della Bmw che sabato sera ha travolto quattro ragazze in piazzetta Pedegoli prima di scappare lasciandole a terra, di fianco uno scooter incendiato.

A guidare, è ormai stato accertato dalla polizia Locale e dagli agenti della Questura di Genova, era un 23enne genovese che è stato fermato qualche ora dopo in via Tortosa, mentre cercava di nascondersi tra le auto. A bordo con lui però c’era anche (almeno) una ragazza, che domenica si è autodenunciata alla questura e che è stata indagata da procedura per omissione di soccorso. 

Il 23enne che era al volante della Bmw è stato arrestato con l'accusa di lesioni personali gravissime e omissione di soccorso: nella folle corsa della sua auto ha “bucato” un curva, è andato a sbattere contro uno scooter che ha preso fuoco e l’ha scaraventato contro la panchina su cui sedevano 4 ragazzi, tra cui una giovane in stato di gravidanza. Proprio lei, insieme con un’amica che si è fratturata una gamba, è stata portata d’urgenza al San Martino e immediatamente ricoverata: le sue condizioni sono stabili, così come quelle dell’amica, sottoposta a un delicato intervento chirurgico per salvarle la gamba. La giovane futura mamma, però, resta in prognosi riservata.

La polizia Locale ha raccolto decine di testimonianze su quanto accaduto: piazzetta Pedegoli è molto frequentata sopratutto dai giovani, e sono tante le persone che hanno assistito alla scena. Alcuni hanno raccontato di avere visto l’autista della Bmw scendere dall’auto, ma invece di aiutare le ragazze ferite avrebbe disincastrato il paraurti per fuggire, lasciando a terra la targa.

Risaliti, dalla targa, all’identità del conducente, gli agenti della Locale si sono immediatamente spostati a casa sua, dove non hanno però trovato nessuno: soltanto il tracciamento del cellulare ha consentito di risalire a lui, e di invididuarlo alle 4 del mattino, qualche ora dopo l’incidente, in via Tortosa. Il 23enne è stato arrestato e trasferito nel carcere di Marassi, mentre proseguono le indagini per capire cosa sia esattamente accaduto e chi c’era con lui a bordo della macchina: si sospetta infatti ci fosse una terza persona.

Incidente Quezzi, petizione per chiedere dissuasori

Dai residenti del quartiere di Quezzi, intanto, arriva una proposta: le corse folli per i tornanti della zona non sono una novità, e l’idea di mettere dei dissuasori prende sempre più corpo insieme con quella di una raccolta firme dedicata.

Sulla questione è intervenuto il presidente del Municipio, Massimo Ferrante, che richiamando il codice della strada ha chiarito che «prima di iniziare raccolte di firme che rischiano di cadere nel vuoto, vi informo che da codice della strada (normativa nazionale) nelle strade dove scorrono mezzi pubblici i dissuasori sono vietati. Urge invece - prosegue Ferrante - maggior controllo del territorio, anche se il nostro distretto di polizia locale, per scelta dell'amministrazione comunale, è fortemente sotto organico anche per i trasferimenti di personale nel centro storico e Sampierdarena».

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