Schianto in corso Europa, i nodi da sciogliere tra alta velocità e pensiline dei bus

Stando a quanto ricostruito dalla Locale, l'Alfa Romeo su cui viaggiavano Guido Grassi, Bruno Lauria e Giuseppe Lunetta avrebbe urtato il cordolo della pensilina a più di 30 km/h, limite previsto in quel punto

La velocità elevata, notata anche da un testimone, potrebbe essere alla base del terribile incidente in cui hanno perso la vita Guido Grassi, 68 anni, e Bruno Lauria, 23, rimasti intrappolati nell’auto di Grassi dopo che si è ribaltata e ha preso fuoco in corso Europa, la notte tra sabato e domenica.

Stando a quanto raccontato da un altro automobilista agli agenti della sezione Infortunistica della polizia Locale, l’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio (la versione più sportiva e potente della Giulia) avrebbe percorso corso Europa, strada certificata come tra le più pericolose in città, ad alta velocità, e l’urto con lo “spigolo” della pensilina dei bus che sorge all’altezza di NaturaSì l’avrebbe fatta sollevare in aria facendola ricadere ribaltata sull’asfalto. Poi l’incendio, divampato praticamente subito: Giuseppe Lunetta, il giovane che viaggiava sul sedile posteriore, ha fatto appena in tempo a uscire dall’abitacolo prima che le fiamme divorassero la vettura.

Lo stesso testimone avrebbe riferito agli agenti della Locale, che si stanno occupando delle indagini su incarico della Procura, di essere stato superato dalla Giulia poco prima dell'urto a una velocità apparentemente superiore ai 30 km/h istituiti proprio alla luce della presenza di quello spartitraffico rappresentato dalle pensiline dei bus. Che nel corso degli anni si sono comunque verificati, seppure non così gravi, confermando i timori dei tanti residenti (e non solo), che hanno più volte segnalato la pericolosità delle pensiline e la loro posizione.

Incidente corso Europa, ipotesi tutor: «C'è uno studio in corso»

«Alla luce della dinamica, su cui ancora si stanno facendo valutazioni, sicuramente la velocità ha influito - ha detto a GenovaToday l'assessore comunale alla Sicurezza e alla Polizia Locale, Stefano Garassino - Sicuramente è giusto parlare anche di tutor, come già detto dal sindaco Marco Bucci, ma l'ufficio Mobilità deve verificare con la polizia Locale se è possibile installarlo rispettando le leggi nazionali cui dobbiamo sottostare. Va fatto uno studio di fattibilità sulla possibilità di mettere i tutor a norma di legge, e so che l’assessorato di Matteo Campora ci sta lavorando, quindi a breve daranno qualche informazione più precisa su cosa si pu utilizzare per migliorare la situazione».

Tutor e semafori smart, da soli, non sono però sufficienti a prevenire incidenti: «Sicuramente colgo l’occasione per fare un ulteriore appello al senso civico di tutti: rispettiamo i limiti di velocità - aggiunge Garassino - Da statistica, l’uso del cellulare alla guida e l’alta velocità, insieme con il consumo di alcol e droga, sono le cause principali di incidenti mortali e gravi. È evidente che eliminando la velocità si riducono i rischi. Corso Europa è in una strada quasi tutta a limite di 50 km/h, e se percorsa rispettando i limiti non è pericolosa: io l'ho fatta per anni in qualsiasi condizioni meteo e non è mai successo niente. Non è un caso che la Sopraelevata, da quando c’è il tutor e si va a 60 all’ora, non sia più la "strada della morte"»,

Accanto all'ipotesi tutor ci sono anche valutazioni legate alle pensiline dei bus: «C'è uno studio in corso per prevedere eventuali migliorie, il progetto lo abbiamo ereditato dalle giunte passate - conclude Garassino - Ovviamente anche in questo caso la velocità influisce, tutto dipende da come la barriera viene eventualmente urtata. Ci appelliamo quindi al senso civico, fermo restando che vogliamo vedere se è possibile fare delle migliorie sulal sicurezza stradale esistente».

Incidente corso Europa, il cordoglio per la morte di Guido e Bruno

Decine, intanto, i messaggi di cordoglio e vicinanza arrivati per la morte di Grassi e Lauria. L’azienda di cui Grassi era amministratore delegato, specializzata in prodotti per l’estetica, ha annunciato due giorni di lutto condivisi con la famiglia dell’imprenditore, ricordando che «Guido Grassi è stato ed è tuttora un punto di riferimento per quella che, da azienda, è diventata una grande famiglia. Il suo carisma, la sua professionalità e umanità hanno fatto da collante in quello che oggi è un team forte e unito», mentre a San Cataldo, paese d’origine di Lauria, si piange la morte di un giovane di appena 23 anni che a Genova era arrivato per realizzare i suoi sogni, e che si divideva tra lo studio e il lavoro in pizzeria, ai Sette Nasi.

Proprio dalla pizzeria stava tornando sabato notte, insieme con Lunetta, dopo avere finito di lavorare: aveva accettato un passaggio da Grassi, cliente abituale, per tornare verso il centro. Era da poco tornato dalla Sicilia, dove aveva festeggiato le feste di Natale insieme con i genitori, i fratelli (tra cui un gemello) e la fidanzata, e aveva ripreso a lavorare insieme con l'amico, anche lui originario di San Cataldo.

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