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Domenica, 16 Giugno 2024
Cronaca

Inchiesta corruzione: oggi l'interrogatorio di Signorini, no a revoca arresti domiciliari per Spinelli

Intanto per martedì è prevista una manifestazione in occasione del consiglio regionale: tam tam delle opposizioni per chiedere la partecipazione dei cittadini

Oggi è il giorno dell'interrogatorio di Paolo Emilio Signorini, arrestato e attualmente nel carcere di Marassi nell'ambito della maxi inchiesta sulla corruzione in Liguria. È stato lo stesso Signorini a fare richiesta, tramite il suo avvocato Enrico Scopesi, e il manager ha iniziato a rispondere alle domande dei pm alle 13,30, uscendo circa tre ore dopo. 

Nel corso dell'interrogatorio di garanzia il 9 maggio davanti alla gip Paola Faggioni, l'ex ad di Iren ed ex presidente di Autorità portuale - unico degli indagati a essere finito in carcere - si era avvalso della facoltà di non rispondere, con la riserva di farsi sentire dopo aver studiato le carte.

L'obiettivo: chiedere di poter uscire dal carcere

Adesso, la decisione di farsi interrogare può essere vista come un gesto di buona volontà e collaborazione: proprio per questo è possibile che, al termine dell'interrogatorio, l'avvocato Scopesi possa presentare ai magistrati una richiesta di attenuazione della misura cautelare, per far uscire Signorini dal carcere e andare almeno ai domiciliari. 

Molto probabilmente, nei prossimi giorni saranno sentiti come testimoni anche il sindaco Marco Bucci e l'armatore e patron di Msc Gianluigi Aponte. Nel frattempo, il procuratore capo Nicola Piacente andrà a Roma per essere ascoltato dalla commissione Antimafia in una riunione riservata.

Niente revoca degli arresti domiciliari per Spinelli

Nel frattempo il gip Faggioni ha respinto l'istanza presentata dagli avvocati di Aldo Spinelli (Sandro Vaccaro e Andrea Vernazza), in cui viene chiesta la revoca degli arresti domiciliari. 

Per la giudice, secondo quanto riporta Ansa, Spinelli potrebbe "acquisire nuovi incarichi e cariche all'interno della predetta società" oppure anche avere la possibilità, tutt'altro che astratta, che "continui a perseguire interessi imprenditoriali, curando, dirigendo e gestendo le pratiche societarie".

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La manifestazione davanti al consiglio regionale 

Nel frattempo, sempre nell'ambito della maxi inchiesta, domani, martedì 28 maggio alle 10,30, Genova che Osa ha organizzato una manifestazione davanti al consiglio regionale per chiedere le dimissioni del presidente della Regione Toti. 

Anche in seno al consiglio regionale continua la protesta delle opposizioni: mentre la minoranza insiste nel chiedere le dimissioni di Toti e della giunta regionale, con elezioni anticipate da tenersi in autunno, la maggioranza fa quadrato intorno al presidente ad interim Alessandro Piana, dicendo che l'inchiesta non può "cancellare l'impegno e il lavoro con cui abbiamo governato la Regione".  

"Già martedì nel prossimo consiglio regionale - annuncia Luca Garibaldi, capogruppo Pd - continueremo a chiedere le dimissioni di una giunta che è contro gli interessi della nostra regione. Abbiamo anche lanciato un appello alla partecipazione perché il consiglio torni a essere un luogo di tutti e non di pochi".

L'appello è condiviso: "Dobbiamo andarci, non soltanto i politici, ma sopratutto i liguri, insieme - dice Ferruccio Sansa, capogruppo della Lista Sansa -. Andiamo in Regione, mostriamo a tutti che vogliamo restituire le istituzioni ai cittadini".

"Gli scandali delle ultime settimane hanno dimostrato quello che dicevamo da anni: le decisioni che cambiano il destino della nostra Liguria, il suo futuro, non sono prese nell'interesse di tutti, ma di pochi. Sempre le stesse persone" continua Gianni Pastorino, capogruppo di Linea Condivisa.

"Per questi comportamenti - dicono i consiglieri regionali del M5s Liguria - e tanto che ci siamo anche per il giochino dei dati covid truccati due volte, chiediamo che Giovanni Toti dia le dimissioni. E per questi motivi, auspichiamo che si mettano in luce i vari maneggi concordati con gli amici finanziatori".

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