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Incendio a Sestri Ponente, 6 famiglie fuori casa. Aperta un'inchiesta

Sei appartamenti sono stati dichiarati inagibili dopo la rottura delle finestre e lo scioglimento di parte degli infissi a causa del calore. Nessun rischio, stando ad Arpal, di eventuali tossicità nell'area

Hanno trascorso l’intero weekend dell’Epifania fuori casa, e non sembrano esserci speranze di un rientro in tempi brevi, le 6 famiglie del condominio di via Vado, a Sestri Ponente, che sabato hanno dovuto abbandonare precipitosamente i loro appartamenti per mettersi in salvo dal violento incendio divampato nel fondo adibito a magazzino della ditta di sanitari e arredo bagno Merello.

Sei appartamenti dei condomini interessati da fumo e fiamme - altri due palazzi hanno subìto seri danni alle facciate, pur non avendo perso agibilità - sono infatti stati dichiarati inagibili dai Vigili del fuoco, che dopo avere lavorato per ore allo spegnimento dell’incendio, scoppiato nel pomeriggio di sabato, hanno effettuato un nuovo sopralluogo puntando l’attenzione sulle finestre rotte e sul fumo penetrato al loro interno: «Non ci sono danni strutturali agli edifici, ma il calore dell'incendio ha fatto sciogliere alcuni infissi in alluminio e rotto i vetri delle finestre. Il fumo è penetrato all'interno, e i muri sono anneriti dalla fuliggine - spiegano dalla sezione Giudiziaria dei Vigili del fuoco, incaricata di fare luce su quanto accaduto - Sinché non verranno ripristinate le finestre e non verranno ripuliti gli appartamenti i residenti non potranno rientrare».

Nessun timore neanche per quanto riguarda eventuali tossicità nell'aria conseguenti alla combustione dei materiali - in gran parte plastica - stoccati nel magazzino sotto il piano strada del palazzo all’angolo con via Galvani: «Non ci risultano problemi di quel genere - proseguono i Vigili del fuoco a Genova Today - E Arpal, incaricata di questa tipologia di misurazioni, non ci ha comunicato nulla in proposito».

In effetti l'agenzia regionale per la protezione all'ambiente, accorsa sul posto su richiesta della Municipale, ha fatto sapere che la squadra formata da un dirigente e due tecnici ha effettuato misure con strumentazione automatica - il Drager - XAM 7000 - delle concentrazioni di inquinanti aerodispersi nella zona di via Galvani, via Vado e Piazza Clavarino, ultimando l'intervento in pronta disponibilità poco prima delle 20. Nel periodo di misura non sono state rilevate presenze ambientalmente significative di sostanze organiche volatili. E' stata inviata relazione di dettaglio agli enti competenti, in cui si sono approfondite le prime conclusioni già esposte telefonicamente al medico dell'Igiene Pubblica della Asl».

Nessun timore, dunque, almeno a oggi, per eventuali ripercussioni sulla salute dei residenti in seguito all'incendio, dove erano tenuti materiali edili ma anche solventi. E proprio dai solventi potrebbe essere partito il rogo, forse causato da un petardo lanciato da un ragazzino nel cortile su cui si affaccia il palazzo, anche se l'ipotesi è ancora al vaglio degli investigatori: «Stiamo ancora valutando tutti i dati in nostro possesso», spiegano, confermando l'apertura di un'inchiesta finalizzata non sotlanto a fare luce sulel cause dell'incendio, ma anche sulle misure di sicurezza adottate dalla ditta nel deposito.

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