Distrugge tutto e incendia la sua cella nel carcere di Pontedecimo. Il sindacato della penitenziaria: «Situazione inaccettabile»

Intossicati 4 agenti di Polizia Penitenziaria

Pochi giorni fa nel carcere di Pontedecimo un detenuto aveva tentato il suicidio mediante impiccagione, salvato dal tempestivo intervento dell’agente di servizio.

Oggi, giovedì 20 agosto, un altro detenuto ha dato fuoco alla sua cella: questa la comunicazione del Sappe della Liguria, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria. 

Nel dettaglio, un detenuto di origini magrebine con alle spalle una scia di reati tra violenza sessuale, rapina e possesso illegale di armi, si è reso protagonista di una serie di eventi critici che hanno creato scompiglio all’interno dell’istituto. Prima ha aggredito un altro detenuto per poi continuare il suo comportamento violento demolendo giornalmente gli oggetti nella sua cella: armadi, televisore, lavandini, tutto ciò che poteva distruggere lo ha distrutto.

E poi oggi ha dato fuoco alla propria cella mettendo in serio pericolo tutto il piano detentivo, prontamente evacuato grazie all’intervento dalla Polizia Penitenziaria.

Nelle operazioni di spegnimento sono rimasti intossicati 4 agenti intervenuti tra cui anche il comandante. «Nessuno di loro è voluto ricorrere alle cure ospedaliere per non lasciare l’istituto ulteriormente senza personale. È un personale da elogiare» afferma il Sappe della Liguria.

Commenta Michele Lorenzo, segretario regionale Sappe: «Ormai sono quotidiani questi episodi di violenza gratuita da parte di detenuti che non vogliono sottostare alle regole penitenziarie, e la Polizia Penitenziaria deve giornalmente controllare ed arginare tali episodi. È ora di ragionare su quanto accade nelle carceri liguri, il personale opera senza strumenti e in carenza d’organico con turni di otto ore. Tutto questo è inaccettabile, chiediamo un tavolo di confronto con il Provveditore perché bisogna rivedere tutta l’organizzazione delle carceri liguri maggiormente penalizzate dall’assenza del carcere di Savona, la cui chiusura è passata sotto l’indifferenza di tutte le autorità».

Nel primo semestre del 2020 il carcere di Pontedecimo ha subito 29 atti di autolesionismo, 1 decesso e 12 tentati suicidi, mentre sono stati 19 i casi di colluttazione tra detenuti con 9 feriti. «Un carcere, quello di Pontedecimo, unico femminile della regione – conclude Lorenzo - che al 30 giugno ospitava 155 detenuti (68 donne e 87 uomini) su una capienza massima di 96 posti (43 donne e 53 uomini) Va da sé che con dei numeri simili non si può certamente dire che sia tutto normale».

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Il segretario generale dell'Osapp (Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria) Leo Beneduci aggiunge: «Chi ne paga le conseguenze è sempre e solo il personale di polizia penitenziaria. Sarebbe ora di dotare il personale di polizia penitenziaria del taser o spray urticante in modo da poter affrontare questi episodi sempre più violenti nei confronti dei poliziotti penitenziari. Il carcere di Genova Pontedecimo non è nuovo a aggressioni nei confronti della polizia penitenziaria sia nel reparto maschile come anche nel reparto femminile; solo alcuni giorni fa erano stati aggrediti nel carcere di Genova marassi altri tre poliziotti penitenziari, c’è necessità di una rivisitazioni dei posti di detenuti e organico di poliziotti che debbano essere presenti nei vari istituti al fine di rendere funzionale e efficiente un istituto penitenziario sotto l’aspetto della gestione dei detenuti dove in base ai posti disponibili risultano esserci più presenze di detenuti. Nonché sarebbe opportuno una costituzione di un reparto di pronto intervento a livello regionale per episodi simili o comunque situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza di un Istituto penitenziario».

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