Incendi: Liguria capofila in Europa con un progetto di mappatura del territorio

Insieme con Toscana, Corsica, Sardegna e Costa Azzurra la regione lavora a un progetto che consiste nel mappare strade, sentieri e fonti idriche per realizzare mappe utili per prevenire e intervenire in modo tempestivo

Quarta notte di lavoro per vigili del fuoco e volontari anti incendio boschivo, impegnati ormai da lunedì notte nelle operazioni di spegnimento del terribile incendio divampato sulle alture di Cogoleto nella notte tra lunedì e martedì.

Il problema restano i numerosi focolai che, pur sotto controllo, non sono ancora del tutto inattivi e rischiano di riprende vigore alimentati dal forte vento. Conseguenza diretta, le squadre di vigili del fuoco e volontari stanno presidiando il fronte spegnendo manualmente eventuali focolati ancora attivi e cercando di mettere in sicurezza la zona quanto basta per procedere con la bonifica. 

Nel frattempo, si iniziano a contare i danni: almeno 100mila quelli subiti dalle aziende agricole della zona secondo Coldiretti, decine gli ettari di bosco bruciati secondo le stime dei carabinieri forestali (che indagano sulle cause), due le famiglie rimaste senza una casa a causa delle fiamme e costrette a trovare rifugio in un albergo in attesa di vedersi assegnare una casa di Arte. E dalla Regione già si pensa a come ottenere fondi per gestire i danni, e a come prevenire episodi di questo genere. In particolare, l’assessorato regionale all’Agricoltura e alle Politiche Agricole ha recentemente ottenuto un finanziamento europeo per un progetto pilota finalizzato proprio alla prevenzione e al contenimento degli incendi.

Mappe di strade e fonti idriche: Liguria capofila a livello europeo

«Il progetto si chiama Med-Star, ed è sviluppato in collaborazione con Toscana, Sardegna, Corsica e Région Provence Alpes Cote d’Azur - spiega l’assessore Stefano Mai - È composto da un progetto complesso e da 4 semplici, uno dei quali è capofila e riguarda proprio la Liguria. L’investimento totale europeo  è di 12 milioni da suddividere tra le cinque regioni, e con queste ho chiesto innanzitutto l’acquisto di attrezzature per vigili del fuoco e volontari come per esempio droni, foto trappole per catturare fotograficamente quei criminali che appiccano volontariamente il fuoco. Ci sono poi due piani importanti, che fanno parte del progetto capofila, basati sulla mappatura del territorio».

L’idea è quella di invidividuare  tutti i percorsi carrabili e non carrabili della regione per fornire le mappe ai vigili del fuoco e ai volontari, in modo da aiutarli nella prevenzione e allo stesso tempo dare loro uno strumento utile per rendere l’intervento il più tempestivo possibile in caso di necessità. L’altro piano  riguarda invece le risorse idriche: «Vogliamo mappare il territorio per capire dove sono le sorgenti, i laghi, i fiumi, ma anche acquedotti, vasche e altre fonti di acqua per capire se sono attive e dove sono, e come possono essere utilizzate. A quel punto - spiega ancora Mai - possiamo pensare di intervenire realizzando strade o infrastrutture, se necessarie, e adattare le fonti idriche anche alle esigenze dell’agricoltura».

Mai: «Il bosco è un'opportunità, incentiviamo le aziende»

Bosco come opportunità e non come criticità, insomma, è il motto della Regione, nonostante le tante problematiche connesse (in primis manutenzione) e un periodo di estrema siccità che rende la Liguria una delle regioni più a rischio quando si tratta di incendi: «Come Regione abbiamo istituito anche un tavolo forestale a inizio 2018, cui ho invitato categorie agricole, agronomi, miei dipartimenti, carabinieri forestali e Comuni per verificare le norme che abbiamo sul taglio dei boschi e in generale sulla loro gestione, e andare incontro alle imprese che hanno difficoltà a lavorare sul territorio. Vogliamo stimolare le imprese, come accaduto per la ditta di Albenga Pellet Ingauno che ha vinto l’Anello Verde per la produzione di pellet ad alto potere riscaldante prodotto dagli scarti delle potature».

Restano inoltre aperti, uno sino al 15 aprile e l’altro sino all’8 maggio, i due bandi regionali istituiti per l’avvio di nuove start-up forestali e per lo sviluppo di nuove tecnologie per la gestione dei boschi e degli incendi: «Le nuove imprese possono ricevere dai 4 ai 18mila euro per aprire, gli interventi possono essere finanziati sino  al 50% - conclude Mai - Rappresenta un bel sostengo. Non possiamo pensare di continuare a erogare fondi pubblici per la manutenzione del territorio, dobbiamo aiutare imprese a costituirsi affinché possano aiutare. Basterebbe togliere gli alberi secchi e caduti, per esempio, e sarebbe già un grande passo avanti nella manutenzione».

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