menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Turchino: inaugura il nuovo tunnel, dedicato ai martiri della Resistenza

Il nuovo tunnel di valico del Turchino sulla provinciale 456 fra Mele e Masone è dedicato dalla Provincia di Genova con i due Comuni ai 59 giovani trucidati per rappresaglia il 19 maggio 1944 a Fontanafredda

Un nuovo collegamento stradale moderno e ampio per unire le zone costiere e le vallate oltre l’Appennino, ma anche un’opera che rinnova la memoria dei martiri che nelle stesse valli sacrificarono la vita per combattere il nazifascismo e riconquistare la democrazia e la libertà.

Il nuovo tunnel di valico del Turchino sulla provinciale 456 fra Mele e Masone sarà infatti dedicato dalla Provincia di Genova con i due Comuni ai 59 giovani trucidati per rappresaglia il 19 maggio 1944 a Fontanafredda, a poca distanza dalla galleria che verrà inaugurata sabato prossimo, 19 ottobre, alle 10 (appuntamento sul lato di Mele) dal commissario della Provincia Piero Fossati con il presidente della Regione Claudio Burlando, l’assessore regionale alle infrastrutture Raffaella Paita, i sindaci di Mele Benedetta Clio Ferrando e di Masone Paolo Ottonello, rappresentati di tutte le istituzioni e degli enti del territorio.

La nuova infrastruttura, cofinanziata con 7,5 milioni di euro dalla Regione Liguria e dalla Provincia di Genova che ne ha curato anche progetto, appalti e direzione lavori, sostituisce la vecchia e stretta galleria del 1872 ormai inadeguata, vietata ai mezzi pesanti  e percorribile solo a senso unico alternato che andrà in pensione come collegamento stradale, ma sarà riutilizzata dalla Provincia per i depositi del sale, materiali e attrezzature al servizio della viabilità.

Il nuovo traforo è lungo 283 metri (circa 100 in più del precedente) ha una corsia larga 3,5 metri per ogni senso di marcia e sarà aperto anche ai Tir. Completano l’opera duecento metri in variante per unirla alla provinciale 456 sul lato di Mele e un altro collegamento sul lato di Masone.

La volta ha una struttura rinforzata con centine d’acciaio ricoperte da un robusto strato di calcestruzzo e le pareti sono state impermeabilizzate con speciale tessuto sintetico rivestito da teli in pvc saldati e collegati a una rete di tubazioni per il drenaggio delle acque.

Avanzatissimo anche l’impianto di illuminazione a led che, dicono i tecnici, farà risparmiare sino al 90% dell’energia rispetto a quelli tradizionali. «L’apertura del nuovo tunnel, attesissimo dal territorio – dice Piero Fossati (che ha visto nascere il progetto da assessore alla viabilità, lanciandolo con l’ex presidente Alessandro Repetto) -  è molto importante e conferma che l’unità d’intenti fa sempre raggiungere gli obiettivi. Questa infrastruttura, simbolo dell’impegno costante per il territorio della Provincia che può contare su eccellenti professionalità, renderà molto più efficienti e funzionali i collegamenti di quest’area anche in vista della futura Città Metropolitana e potrà essere un’alternativa di percorso in caso di emergenze sulla A26, in particolare per il passaggio dei mezzi di soccorso e di emergenza».

La memoria dei 59 giovani antifascisti uccisi a raffiche di mitra dalle milizie repubblichine e naziste il 19 maggio 1944 a Fontanafredda, sul Turchino, sarà scolpita anche nel marmo di due lapidi poste “a loro perenne ricordo” per iniziativa della Provincia e dei Comuni di Mele e di Masone ai due imbocchi del nuovo tunnel di valico che sarà inaugurato sabato 19 ottobre alle 10.

«Ci sembrava assolutamente doveroso - dice il commissario della Provincia Piero Fossati - con l’apertura della nuova galleria ricordare anche il sacrificio di tutti i Martiri del Turchino, trucidati dai nazifascisti del boia di Genova, l’ufficiale delle SS Friedrich Engels, e simbolo delle vite immolate nella lotta della Resistenza per la riconquista della libertà e della democrazia».

Quasi tutte giovanissime le vittime furono sterminate in una rappresaglia che andò addirittura oltre la barbarie del rapporto di dieci vite per ogni tedesco ucciso imposto dal famigerato bando Kesserling, quattro giorni dopo l’attentato del 15 maggio 1944 al Cinema Odeon, riservato ai militari tedeschi, dove una bomba dei Gap genovesi uccise cinque marinai e ne ferì quindici.

Cinquantanove antifascisti, prelevati dalla IV sezione del carcere di Marassi nella notte fra il 18 e il 19 maggio furono così trasportati in camion al Turchino e nelle prime ore del mattino, a Fontanafredda, mitragliati a gruppi di sei sopra la fossa comune che il giorno precedente un gruppo di prigionieri ebrei era stato costretto a scavare.

Diciassette giovani erano stati catturati in aprile durante l’eccidio della Benedicta e quarantadue in operazioni e rastrellamenti contro formazioni partigiane di altre zone. Dodici  non sono mai stati identificati.

Fra le vittime dei nazifascisti al Turchino caddero anche il partigiano “Italo” Giancarlo Odino (medaglia d’oro al valor militare alla memoria, ufficiale delle forze armate italiane e poi fondatore della Brigata autonoma militare partigiana che combatteva nella zona del Tobbio), il partigiano “William” Isidoro Pestarino (anch’egli ufficiale delle forze armate italiane sino all’8 settembre 1943 e poi nella Resistenza, catturato al Tobbio), l’operaio Rino Mandoli, partigiano “Sergio Boero” (medaglia d’argento al valor militare, commissario politico della III Brigata Garibaldi, caduto nelle mani dei nazifascisti ai laghi della Lavagnina) Mario Dagnino (partigiano come il fratello Nicolò caduto combattendo a pochi giorni dalla Liberazione) che alla Benedicta si sganciò dall’assedio, ma fu catturato pochi giorni dopo a Genova e lo studente Walter Ulanowski, fatto prigioniero alla Benedicta.

Ai Martiri del Turchino è dedicato anche un sacrario partigiano sulla strada per il passo del Faiallo.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Caligo: Genova si sveglia (ancora) nella nebbia, le foto più belle

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

GenovaToday è in caricamento