Crollo ponte Morandi, la procura generale: «Il diritto riafferma il valore della ragione»

Alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario a Genova, l'avvocato generale Tommaso Grassi ha ricordato l'importanza del lavoro dei magistrati nel «lenire il dolore provocato da un vuoto incolmabile»

«La città è stata colpita a morte ma non è morta. Siamo stati capaci di risorgere dalle macerie»: queste le parole dell'avvocato generale Tommaso Grassi, procuratore generale facente funzioni, durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario a Genova.

Grassi, che ha preso la parola, insieme ad altre cariche istituzionali, nel corso di un evento cui hanno partecipato le massime autorità cittadine, ha ricordato che «la tragedia del crollo di ponte Morandi è anche un grande caso giudiziario, non potrà mai essere lenito il dolore che ha causato, il vuoto è incolmabile, ma può essere riaffermato il valore della ragione, e solo il diritto assolve a questo compito».

Il riferimento è, ovviamente, all'inchiesta sul crollo, «una tragedia umana ed economica che continua ad arrecare gravi danni alle imprese che lavorano intorno al porto». 

«Il lavoro straordinario che sta portando avanti la procura è una garanzia della affermazione del diritto e quindi della ragione», ha concluso Grassi. 

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