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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

"Non si può morire sul lavoro", sciopero e corteo ex Ilva

Corteo partito da Cornigliano, attraverserà Sampierdarena e poi si sposterà verso il centro per arrivare in prefettura

È partito stamattina, lunedì 2 maggio 2022, in direzione prefettura il corteo dei lavoratori di Acciaierie d’Italia, alla testa del corteo uno striscione in cui si legge "non si può morire sul lavoro". La protesta era stata annunciata dopo il provvedimento disciplinare preso dall'azienda nei confronti di un lavoratore dell'ex Ilva di Cornigliano a cui l'azienda imputerebbe una manovra errata come causa dell'incidente avvenuto lo scorso 12 Aprile 2022. L'episodio era stato denunciato dai sindacati.

"Non si può morire sul lavoro", sciopero e corteo ex Ilva. Foto

Il corteo, al quale partecipano un centinaio di lavoratori, è partito da Cornigliano e si sta spostando verso Sampierdarena, per il ponente interessate dai possibili disagi al traffico via Cornigliano, ponte di Cornigliano, via Pieragostini, largo Jursè, via Degola, via Reti, piazza Montano e via Cantore. Poi si sposterà verso il centro, per arrivare sotto alla prefettura.

Qui alle 16 il prefetto, Renato Franceschelli. aveva già convocato in precedenza il tavolo sulla sicurezza in fabbrica, dopo gli incidenti e le proteste delle scorse settimane. Non è escluso che una delegazione di lavoratori e rappresentanti sindacali venga ricevuta anche in tarda mattinata, per dare seguito alla richiesta di reintegro immediato del lavoratore sospeso.

Facendo un passo indietro, i sindacati avevano già parlato nei giorni scorsi della sospensione a carico di un lavoratore coinvolto in uno degli incidenti all'interno dello stabilimento Ex Ilva. Dopo due tragedie sfiorate in quattro giorni, prima per la caduta di un coil e poi per lo strappo di un cavo che reggeva bobine di alcune tonnellate, nelle scorse settimane i lavoratori avevano anche scioperato per chiedere maggiori garanzie sul piano della sicurezza. La Asl aveva disposto il fermo per motivi di sicurezza del treno di laminazione a freddo del ciclo latta nello stabilimento di Cornigliano. 

Subito investimenti sulla sicurezza e per il futuro del sito produttivo di Cornigliano è quanto chiedono le segreterie della Camera del lavoro di Genova e di Cgil Liguria

"Da tempo la rsu di Acciaierie d'Italia denuncia pubblicamente e presso gli organi competenti carenze sulla sicurezza sul lavoro nel sito di Genova Cornigliano e la situazione sta diventando insostenibile - si legge in una nota - il disimpegno nello stabilimento di Cornigliano sta producendo una serie di incidenti sul lavoro sempre più preoccupanti e che mettono a rischio la salute e l'incolumità dei dipendenti e di quanti operano all'interno dell'acciaieria".

Le segreterie della Cgil di Genova e Liguria condividono e  sostengono la protesta degli operai che oggi sono scesi in sciopero: "Chiediamo il ritiro del provvedimento disciplinare ai danni del dipendente sul quale l'azienda cerca di scaricare le proprie responsabilità in materia di sicurezza sul lavoro - aggiungono - Acciaierie d'Italia deve garantire la sicurezza di chi lavora e deve investire su Cornigliano. Il nostro Paese non può permettersi di rimanere indietro in una produzione che gli altri paesi considerano strategica. È giunto il momento in cui dalle parole si passi ai fatti e che per davvero Cornigliano sia messa in grado di produrre in sicurezza  per il benessere di chi ci lavora, della città e del Paese".

Al corteo anche Ariel Dello Strologo, candidato sindaco della coalizione progressista, e Mattia Crucioli, candidato primo cittadino per Uniti per la Costituzione. "La politica può fare molto- dice ai giornalisti- richiamare intanto l'azienda a tutta una serie di impegni assunti in passato che ancora adesso aspettano di essere assolti e, poi, soprattutto, un'attenzione molto forte alla sicurezza sul lavoro, che oggi, in questo stabilimento, continua a essere un problema importante" ha detto Dello Strologo.

"Uno vergognoso scaricabarile - ha dichiarato Crucioli - da parte dei responsabili della sede genovese. Il tema della sicurezza sui posti di lavoro è una priorità nazionale che deve essere garantita perché, ricordiamolo, se muore un lavoratore la colpa è dei padroni".

Anche il Movimento 5 Stelle è intervenuto sulla questione attraverso una nota, presenti alla manifestazione Fabio Ceraudo, candidato del M5S alle amministrative 2022 e lavoratore di Acciaierie d'Italia oggi in manifestazione al fianco dei suoi colleghi, con il capogruppo regionale del M5S Fabio Tosi e il portavoce alle Camera dei deputati Roberto Traversi.

"Proprio a causa degli incidenti, lavoratori e sindacati dello stabilimento di Cornigliano avevano ottenuto un tavolo con il Prefetto - si legge - questa volta è andata bene, ma la prossima? L’azienda sia chiara: chi deve garantire l’incolumità degli operai? È accettabile che dopo l’incidente dei giorni scorsi la stessa abbia sospeso un lavoratore con la giustificazione che quanto occorso in fabbrica sarebbe una colpa tutta da imputare all’operaio e che dunque sarebbe venuta meno la fiducia nei suoi confronti? Noi fermamente crediamo di no. Riteniamo anzi che la posizione assunta dai vertici aziendali sia da respingere in toto, perché è di fatto l’anticamera di un licenziamento ingiusto e vergognoso".

"Esprimiamo dunque piena e convinta solidarietà al lavoratore che ingiustamente rischia il posto - concludono i pentastellati - e contestualmente siamo vicini a tutti i lavoratori di Acciaierie d'Italia che spesso si trovano ad affrontare situazioni assurde, in cui è spesso a rischio sia la loro incolumità, sia il loro posto di lavoro. È inaccettabile che le inadempienze dell’azienda ricadano sugli operai".

"Abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione della totale assenza da parte dell’azienda delle relazioni sindacali mandando oggi i suoi avvocati all’incontro col Prefetto - spiega Christian Venzano, segretario generale della Fim Cisl Liguria -. La gestione della vicenda del lavoratore sospeso dopo essere stato vittima di un incidente sul lavoro è surreale, aspettiamo ora la decisione dell‘azienda rispetto alle motivazioni presentate dal lavoratore. È un altro episodio che certifica una situazione sempre più difficile a Cornigliano: non si può andare avanti così, il Governo si prenda le sue responsabilità e finalmente intervenga concretamente per dare un futuro alla siderurgia in Italia partendo dalle manutenzioni e dalla sicurezza nello stabilimento che sono urgenti. Ringraziamo il Prefetto per la sua attenzione e sensibilità al tema e aver avviato un tavolo  sulla sicurezza ma che oggi non ha portato a nessun percorso di gestione delle criticità e la messa in sicurezza dello stabilimento per la mancanza di responsabilità da parte dell’azienda. Vedremo se nei prossimi giorni arriverà una convocazione nel merito da parte dell’azienda per affrontare seriamente il tema della sicurezza".

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