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Ilva, Fiom sul piede di guerra: fabbrica occupata, corteo e traffico in tilt a Cornigliano

I lavoratori hanno lasciato lo stabilimento alle 7.30 proseguendo sino alla stazione, dove si sono bloccati e hanno acceso un fuoco invocando la convocazione ufficiale del Governo alla presenza del ministro

Lavoratori Ilva di nuovo sul piede di guerra, questa volta con uno sciopero, un corteo e un’occupazione a oltranza - da parte della Fiom - dello stabilimento di Cornigliano: la protesta non si placa, soprattutto dopo l’arrivo via mail della tanto richiesta convocazione da parte del Governo, fissata per il 4 febbraio al Ministero dello Sviluppo Economico.

E proprio il mezzo utilizzato - la mail - non ha convinto in pieno i lavoratori, che in attesa di una convocazione ufficiale (dovrebbe arrivare in mattinata) sono scesi in piazza con un corteo partito poco dopo le 7.30 da Cornigliano che si è diretto verso la stazione, occupando la nuova strada Guido Rossa e poi fermandosi in mezzo a via Cornigliano, dove i circa 300 lavoratori hanno steso lo striscione e si sono bloccati lanciando fumogeni e petardi e accendendo un piccolo falò con alcuni copertoni, con inevitabili disagi al traffico e alla circolazione nel ponente cittadino.

Pacta Servanda Sunt”, “I patti vanno rispettati”, invoca lo striscione retto dai lavoratori Fiom, che hanno confermato l'intenzione di "non muoverci di qui" sino a quando non arriverà la convocazione ufficiale con la conferma della presenza del ministro Guidi, definendo “una trappola” la proposta del Governo, che non sarebbe un realtà "intenzionato a rispettare l'accordo di programma del 2005".

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