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Ilva ancora in sciopero, corteo lunedì 18 gennaio. Clima teso tra sindacati e Comune

Dopo l'occupazione di Tursi dell'11 gennaio e il botta e risposta con Doria, i lavoratori si sono dati nuovamente appuntamento per protestare nel giorno della riunione del Consiglio di vigilanza

Lavoratori Ilva ancora in sciopero dopo il corteo e “l’occupazione” di Tursi dello scorso 11 gennaio: i rappresentanti di Fiom Cgil e Failms Cisal hanno indetto una nuova manifestazione di protesta per lunedì 18 gennaio, giorno in cui si riunirà il Collegio di vigilanza per parlare della vertenza e prendere una decisione in merito all’accordo di programma. All'appello manca ancora una sigla, da cui si sta aspettando l'adesione.

L’appuntamento per i manifestanti sarà per le 9 davanti ai cancelli dello stabilimento di Cornigliano. Da lì in corteo si dirigerà verso la Prefettura, dove alle 12 è fissato l’incontro delle istituzioni: tra le richieste avanzate dai lavoratori, il rispetto dell’accordo di programma firmato nel 2005, garanzie del reddito per i lavoratori e un piano industriale in grado di rilanciare l’azienda. 

Il clima intanto si fa sempre più teso soprattutto tra sindacati e Comune dopo l’irruzione dei lavoratori a palazzo Tursi lo scorso lunedì, e anche tra sindacati e Pd dopo lo scontro con il segretario regionale Alessandro Terrile. Episodi che il sindaco Marco Doria ha duramente condannato definendoli “un attacco alla democrazia. C'è stata intolleranza, pesante violenza verbale, sconfinata in violenza fisica, è intollerabile il silenzio, serve una condanna molto ferma”. 

Durante lo sciopero una parte dei manifestati si era diretta verso la Prefettura, mentre il restante gruppo aveva occupato simbolicamente il cortile del palazzo del Comune minacciando di rimanerci sino a quando non fosse arrivata la convocazione da parte del governo. Nel pomeriggio alcuni lavoratori avevano poi preso di mira anche Terrile, insultandolo e sputandogli addosso: a scatenare la rabbia il fatto che durante l’ultima assemblea regionale proprio Terrile avesse ventilato l’ipotesi di mettere da parte l’accordo di programma per prendere in considerazione nuove soluzioni.

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