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Cronaca Cornigliano / Via San Giovanni d'Acri

Ilva, lunedì sciopero con corteo

Dopo un'assemblea in fabbrica alle 7 i lavoratori si muoveranno in corteo verso il centro città. Lo sciopero è stato indetto dai sindacati dopo l'ipotesi di cessione dell'azienda e i relativi esuberi

Lunedì 5 giugno 2017 i lavoratori dell'Ilva scendono in piazza per lo sciopero, indetto dai sindacati dopo l'incontro organizzato martedì al ministero dello Sviluppo a Roma, in cui si è discusso del futuro dell'azienda.

Alle 7 assemblea a Cornigliano e poi corteo verso il centro della città. I lavoratori protestano contro l'ipotesi di cedere l'azienda a nuovi imprenditori - AminvestCo, gruppo composto da ArcelorMittal, Marcegaglia e Intesa San Paolo, o Accaitalia - con la previsione in entrambi i casi un massiccio piano di esuberi, dai 4.800 della prima sino ai 6.400 della seconda.

«Chiediamo il rispetto dell'accordo di programma firmato nel 2005, non chiediamo assistenza ma lavoro - scrivono le organizzazioni sindacali - il piano industriale deve essere completato per permettere a tutti di rientrare».

Il candidato sindaco del centrosinistra Gianni Crivello ha sospeso la campagna elettorale e oggi è a Roma insieme alla delegazione sindacale. Crivello aveva rivolto l'invito anche agli altri candidati sindaco, che però non hanno risposto.

Martedì dopo l'incontro al Mise il governatore della Liguria, Giovanni Toti, aveva così commentato «l'accordo di programma è stato firmato da tutti, in primis dal governo. Da qui deve partire il ragionamento per il rilancio dello stabilimento Ilva di Cornigliano. Genova non può pagare altri dolorosi tributi alla deindustrializzazione e l'Italia non può rinunciare a un settore strategico come la siderurgia».

Nel corso dell'incontro che si è tenuto oggi a Roma sulla vertenza, il governo ha confermato di voler procedere con l'assegnazione nei primi giorni della settimana prossima. Unitariamente le organizzazioni sindacali hanno ribadito la loro contrarietà a un'operazione che nasce con seimila esuberi già dichiarati.

Per quanto riguarda Genova, Bruno Manganaro, segretario generale della Fiom Cgil, ha ricordato la validità dell'Accordo di Programma del 2005 chiedendo contestualmente e urgentemente un incontro di tutti i firmatari dell'Accordo: presidenza del consiglio dei Ministri, ministero dello Sviluppo Economico, ministero del Lavoro, Autorità Portuale, Regione Liguria, Comune di Genova, Fim Fiom Uilm.

La proposta è quella di costituire un tavolo di confronto a garanzia di quell'Accordo che tutela l'occupazione e soprattutto è l'unico che, con i suoi investimenti, può continuare a offrire un bacino di lavoro e una prospettiva economica e produttiva di sviluppo.

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