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Ilva: Taranto chiude, manifestazione a Genova

Dopo la notizia della chiusura dello stabilimento di Taranto, oggi, martedì 27 novembre 2012, circa 1.500 metalmeccanici dello stabilimento Ilva di Genova Cornigliano, dopo una breve assemblea, sono usciti dal cantiere in corteo

Genova - Dopo la notizia della chiusura dello stabilimento di Taranto, oggi, martedì 27 novembre 2012, circa 1.500 metalmeccanici dello stabilimento Ilva di Genova Cornigliano, dopo una breve assemblea, sono usciti dal cantiere in corteo e si stanno dirigendo verso l'aeroporto di Genova. Con loro anche i cassa integrati dello stabilimento metallurgico. Gli stabilimenti genovesi, dove lavorano 1.760 persone, rischiano la chiusura. La manifestazione sta creando disagi al traffico.

Il corteo, aperto da un caterpillar da 140 quintali e seguito da un grosso camion e da un autospurgo, si sta dirigendo verso il casello di Genova Ovest. I lavoratori, che protestano per l'annunciata chiusura dello stabilimento, sono stati accolti lungo la strada da una delegazione dell'Anpi e dall'applauso della gente.

Ore 8: 1500 lavoratori dell'Ilva, dopo una breve riunione, si avviano in corteo verso l'aeroporto.

Ore 10.30: il corteo dei lavoratori ha bloccato il casello di Genova Ovest. Bloccate anche le rampe di accesso. Ecco il comunicato ufficiale di società autostrade.

Ore 11.30: Un gruppo di lavoratori ha bloccato anche la sopraelevata, strada Aldo Moro, mandando in tilt il traffico in tutta la città.

Ore 13.30: tolto il blocco al casello di Genova ovest da parte degli operai. Il corteo si sta dirigendo verso lo stabilimento dove, secondo alcune indiscrezioni, potrebbero occupare gli uffici.

Il segretario Fiom di Genova, Francesco Grondona, ha detto che «senza Taranto, Genova ha un'autonomia di 4 giorni. Una cosa è certa: non saremo gli agnelli sacrificali di nessuno. Siamo contrari a qualsiasi chiusura. Se così fosse, allora muoia Sansone con tutti i filistei».

COSA È SUCCESSO A TARANTO - All'Ilva di Taranto i badge dei cinquemila dipendenti sono stati disabilitati per motivi di sicurezza. Lo ha rilevato il presidente di Confindustria Genova, Giovanni Calvini in una dichiarazione. «Le decisioni dei pm hanno costretto l'Ilva a bloccare da subito gli impianti a freddo dello stabilimento di Taranto, fatto che ha determinato la messa in ferie di 5000 dipendenti, ai quali, per motivi di sicurezza, sono stati disattivati i badge di ingresso».

«Inevitabilmente - ha sottolineato Calvini - la decisione di bloccare vendita e produzione causerà non solo il blocco dello stabilimento di Genova, ma di innumerevoli altre aziende che senza le forniture dell'Ilva non possono produrre».

«Dispiace che mentre l'azienda stava cercando di dare attuazione all'Aia (Autorizzazione integrata ambientale), chiedendo il dissequestro degli impianti, necessario per poter implementare il piano industriale, la magistratura abbia preso una decisione così drastica - ha aggiunto il presidente di Confindustria Genova -. Si tratta di uno scenario drammatico che richiede interventi urgenti e straordinari ai massimi livelli istituzionali per ripristinare immediatamente l'operatività degli impianti» (Ansa).

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