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Ilva, manifestazione dei lavoratori l'11 gennaio

«L'11 gennaio 2016 i lavoratori dell'Ilva di Cornigliano saranno in piazza con la loro rabbia e determinazione che Genova e l'Italia ha già conosciuto». Così Bruno Manganaro, segretario della Fiom

La vicenda Ilva si complica dal decreto che annuncia la vendita degli stabilimenti in Italia con il rischio della perdita di tanti posti di lavoro e con l'aggravante per Genova di veder messo in discussione l'Accordo di Programma su Cornigliano.
 
«Da settimane stiamo ribadendo che l'Accordo di Programma è in pericolo se dal prossimo gennaio non viene garantita la continuità di reddito - spiega Bruno Manganaro, segretario Fiom Genova -. I firmatari di quell'Accordo, a partire dalla Presidenza del Consiglio passando per la Regione Liguria, il Comune di Genova, la Prefettura, la Provincia di Genova, l'Autorità Portuale e molti altri arrivando all'Ilva, devono garantire con atti formali e con accordi sindacali il rispetto di ciò che fu scritto nel 2005. Nessuno può pensare che la continuità di reddito per quei lavoratori sia una gentile concessione di un momento. È un diritto sancito dalla firma delle massime cariche dello Governo e Istituzionali e noi quel diritto lo difenderemo».

 
«A oggi i firmatari di quell'Accordo - conclude Managanaro -, in nessuna sede Istituzionale e formale, ci hanno risposto e per questo motivo, l'11 gennaio 2016 i lavoratori dell'Ilva di Cornigliano saranno in piazza con la loro rabbia e determinazione che Genova e l'Italia ha già conosciuto».

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