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Ex Ilva, proroga dei lavori di pubblica utilità

Sul filo di lana, visto che la scadenza era ieri, il governo ha confermato ai sindacati le risorse per i lavori di pubblica utilità

Fumata bianca ieri a Roma per i 280 lavoratori ex Ilva che svolgono i lavori di pubblica utilità. Dopo la manifestazione della settimana scorsa in Consiglio regionale i lavoratori hanno ottenuto l'incontro di ieri presso il ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

Nell'incontro il Governo ha comunicato che potranno essere utilizzate le risorse già disponibili a legislazione vigente, con l'impegno per il Governo ad individuare le risorse integrative. Questo atto permette, come previsto dagli accordi sindacali, l'integrazione al reddito per gli ex dipendenti Ilva. La Fiom esprime la propria soddisfazione per il risultato reso possibile dalla mobilitazione degli operai.

«Il rinnovo automatico dei lavori di pubblica utilità e degli ammortizzatori sociali per i dipendenti ex Ilva - commenta il presidente della Regione Giovanni Toti - è una buona notizia, benché adottata in extremis dal Governo nell'ultimo giorno utile, visto che ieri scadeva l'accordo siglato lo scorso anno. Certamente questa soluzione è frutto anche dell'impegno di Regione Liguria, che nelle scorse settimane ha più volte sollecitato il governo, sia con lettere formali sia con ripetuti e assidui contatti telefonici». Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, circa l’accordo raggiunto per la prosecuzione dei lavori di pubblica utilità per 280 lavoratori dell’ex Ilva di Genova.

In base all'intesa raggiunta, Regione Liguria e Comune di Genova si sono impegnati ad attivare, tramite la Società per Cornigliano, progetti di pubblica utilità a decorrere da oggi 1 ottobre 2019.

A rappresentare Regione Liguria all'incontro a Roma è stato l'assessore allo Sviluppo Economico Andrea Benveduti che afferma: «Siamo soddisfatti. Tuttavia, urge finanziare una misura che non impatti sui progetti di riqualificazione del quartiere. Dobbiamo scongiurare che, in carenza di fondi, si creino contrapposizioni tra lavoratori e cittadini, portatori entrambi legittime istanze e aspettative». Soddisfatto anche l'assessore alle Politiche del Lavoro Gianni Berrino: «Bene la scelta del rinnovo automatico, ma il governo avrebbe dovuto garantire una risposta efficace in modo più tempestivo, senza costringere i lavoratori a manifestare a tutela dei loro diritti».

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