menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Ilva: tagli agli stipendi di 750 lavoratori, lunedì sciopero

Sale la tensione nell'ambito della vertenza che coinvolge 750 lavoratori dell'Ilva di Cornigliano, attualmente con contratti di solidarietà. L'incontro in Confindustria non ha risolto la situazione, anzi

La commissione VI Sviluppo economico è convocata giovedì 7 gennaio alle ore 14.30, nella sala consiliare di Palazzo Tursi, per trattare un ordine del giorno sulla situazione dell'Ilva. Sono previste audizioni del presidente, Lucio Valerio Padovani, e dell'assessore Emanuele Piazza.

L'appuntamento appare particolarmente importante dopo la riunione di questa mattina presso la sede di Confindustria, durante la quale l'azienda ha confermato l'impossibilità a garantire l'integrazione del 10 per cento dei contratti di solidarietà, che oggi interessano 750 dei 1650 lavoratori di Cornigliano.

Con il Jobs Act, la retribuzione dei lavoratori Ilva in cassa integrazione è calata dal 70 al 60 per cento del salario pieno e da settembre passerà al 50 per cento. Lunedì è prevista un'assemblea in fabbrica, a Cornigliano, con sciopero e corteo fino in Prefettura.

«Se ci saranno novità positive - ha spiegato Bruno Manganaro, segretario della Fiom Cgil - le valuteremo, ma, in caso contrario, si proclamerà lo sciopero e si andrà in Prefettura». Per Manganaro «l'azienda non è in grado di far lavorare di più i dipendenti per coprire il taglio al contratto di solidarietà. È un impegno che in passato l'Ilva aveva assunto ma che oggi non è in grado di rispettare. Non sappiamo se i firmatari dell'Accordo di programma - che, siglato nel 2005, prevedeva la continuità di reddito e ritenuto inviolabile dai sindacati - lo rispetteranno sul tema delle integrazioni salariali».

Per la Regione si è pronunciato l'assessore allo Sviluppo Economico, Edoardo Rixi, secondo il quale «la manifestazione di lunedì si poteva evitare e credo che il governo se ne debba assumere la responsabilità. Credo che il governo ora debba dare delle risposte. Noi - ha aggiunto - avevamo risolto il problema già prima di Natale, con un emendamento - stralciato dalla Legge di stabilità e inserito nel decreto di vendita dell'azienda - che dovrebbe andare alla Camera a metà mese e poi al Senato a fine gennaio per essere approvato ai primi di febbraio. Questo, chiaramente, sta creando forti tensioni che noi avremmo voluto evitare. Avevamo detto di essere disponibili a mettere a disposizione i fondi della Società per Cornigliano per l'integrazione del reddito, ma questi fondi - ha spiegato Rixi - devono essere autorizzati dal governo con l'emendamento che avevamo discusso prima di Natale. Credo che sul futuro di Ilva - ha concluso - si giocano molte prospettive della città, non solo per i lavoratori diretti ma anche per tutto ciò che ruota attorno alle aree, e credo che questo debba essere un tema di grande attenzione da parte della Regione Liguria».

Nel frattempo ieri il ministro per lo Sviluppo Economico Federica Guidi ha firmato il decreto per la cessione dell'Ilva di Taranto ai privati. Saranno messe in vendita anche 7 società del gruppo: Ilva Servizi marittimi, la Ilvaform, la Innse Cilindri, la Sanac, la Taranto energia, la Socova e la Tillet.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Coronavirus

Coronavirus, focolaio all'ospedale Galliera

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

GenovaToday è in caricamento