Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Mamma hacker esperta in frodi con carte di credito intestate ai vip

Arrestata dalla Polizia Postale una 40enne russa, terminale ligure di un’associazione a delinquere dedita alle frodi informatiche e al riciclaggio

La Polizia Postale, coordinata dalla Procura presso il Tribunale di Genova, ha arrestato una 40enne russa, originaria della Siberia ma da anni residente nel capoluogo ligure, in quanto appartenente a un'organizzazione transnazionale dedita alle frodi informatiche, alla ricettazione e al riciclaggio.

Nella vita di tutti i giorni era una tranquilla madre di famiglia, in realtà, dietro un'apparente normalità si nascondeva un'esperta hacker: la donna era infatti un ingegnere informatico con la passione per il crimine e le criptovalute. I traffici illeciti della 40enne, terminale ligure di un’associazione a delinquere dedita alle frodi informatiche e al riciclaggio, non sono sfuggiti agli esperti della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Genova che, al termine di un'attenta e complessa indagine, l’hanno arrestata. Le due figlie della donna sono state affidate a una comunità.

Esperta nel creare nuove identità, ritirava presso punti di recapito sempre diversi della provincia di Genova, gli oggetti che acquistava sui portali di e-commerce utilizzando fondi, carte di credito e conti bancari di ignari malcapitati, spesso anche personaggi famosi. Per eludere eventuali controlli, la donna si presentava presso i punti di ritiro munita di documenti falsi oppure reclutava terze persone che, dietro compenso, ritiravano i pacchi in sua vece.

Telefonini di ultima generazione e materiale elettronico di altissima qualità, spediti in Russia, a favore di soggetti appartenenti all’organizzazione oppure messi in vendita sui noti portali dedicati all’e-commerce. I lucrosi proventi erano poi riciclati tramite acquisti di criptovalute presso numerosi exchange internazionali.

Gli investigatori della Polizia Postale, grazie a indagini tecnico-informatiche coniugate a quelle tradizionali, hanno appurato l’appartenenza della donna a un'organizzazione transnazionale dedita alle frodi informatiche, alla  ricettazione ed al riciclaggio, con la conseguente emissione da parte del Gip presso il Tribunale di Genova di una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dell’indagata.

Il giro d’affari stimato dagli investigatori della sezione Financial Cybercrime della Postale si aggira intorno ai 600.000 euro: all’interno del suo appartamento di San Fruttuoso, nel corso delle perquisizioni, sono state trovate oltre 500 carte di credito intestate ad altre persone e in alcuni casi anche a personaggi famosi come Roberto Bolle, Malik Ayane, Nina Zilli, ignari del fatto che la truffatrice avesse richiesto carte di credito usando i loro nomi. I proventi delle vendite del materiale che non teneva per sé venivano poi riciclati tramite acquisti di criptovalute presso numerosi exchange internazionali.

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